28.03.2012
Non appena la Total avrà trovato il petrolio nel permesso di ricerca Tempa la Petrosa, che coinvolge 10 comuni del Metapontino, 2 del potentino e 5 del cosentino, sia la Total che lo Stato non sapranno che farsene del consenso o meno del sindaco di Montalbano Jonico, Vincenzo Devincenzis, e del suo collega di Valsinni, Gennaro Olivieri. I due sindaci, che probabilmente rispondono a logiche di partito o di altri rapporti col Pd di Vito De Filippo, e non certamente agli interessi delle popolazioni che li hanno eletti, secondo NoScorie Trisaia, fanno fina di non sapere che l'opposizione al permesso di ricerca va fatto ora e non domani o dopo, perché la legge 99 e l'art.16 del recente decreto sulle liberalizzazioni renderanno l'estrazione mineraria strategica per il Paese e automaticamente esautoreranno eventuali volontà del territorio. Il dito dietro il quale i due sindaci si nascondono, dichiarandosi in linea con la posizione del governatore che promette ciò che sa che non può mantenere («non apriremo alcun pozzo minerario nuovo senza il consenso delle popolazioni locali» - e allora perché da i nuovi permessi di ricerca) è un dito fragile e troppo sottile per nascondere la loro ipocrisia di amministratori.
Non appena la Total avrà trovato il petrolio nel permesso di ricerca Tempa la Petrosa, che coinvolge 10 comuni del Metapontino, 2 del potentino e 5 del cosentino, sia la Total che lo Stato non sapranno che farsene del consenso o meno del sindaco di Montalbano Jonico, Vincenzo Devincenzis, e del suo collega di Valsinni, Gennaro Olivieri. I due sindaci, che probabilmente rispondono a logiche di partito o di altri rapporti col Pd di Vito De Filippo, e non certamente agli interessi delle popolazioni che li hanno eletti, secondo NoScorie Trisaia, fanno fina di non sapere che l'opposizione al permesso di ricerca va fatto ora e non domani o dopo, perché la legge 99 e l'art.16 del recente decreto sulle liberalizzazioni renderanno l'estrazione mineraria strategica per il Paese e automaticamente esautoreranno eventuali volontà del territorio. Il dito dietro il quale i due sindaci si nascondono, dichiarandosi in linea con la posizione del governatore che promette ciò che sa che non può mantenere («non apriremo alcun pozzo minerario nuovo senza il consenso delle popolazioni locali» - e allora perché da i nuovi permessi di ricerca) è un dito fragile e troppo sottile per nascondere la loro ipocrisia di amministratori.
Bisogna
opporsi adesso alla prospezione sismica che la Total intende fare in questa
vasta area che circonda l'area protetta del bosco di Policoro, della riserva di
Montalbano, del Parco del Pollino, ma che soprattutto cinge d'assedio l'unico
bacino idrico non ancora compromesso della Basilicata, quello del
Sinni.
I
due primi cittadini, nella loro foga di far sapere di non essere dalla parte dei
sindaci che si stanno opponendo alla Total e alla Regione, dimenticano che
nell'eventualità che la diga di Monte Cotugno presenti dopo qualche anno gli
stessi indici di inquinamento da idrocarburi registrati nell'area del Pertusillo
(6,4 milligrammi/millilitri nelle acque di superficie e 32 volte superiore
alle acque di fogna nei sedimenti dell'alveo della diga - dati pubblicati da
D'Orsogna ed Epha), metteranno a rischio la pregiata e intensiva agricoltura
del Metapontino che proprio da Monte Cotugno riceve buona parte della sua acqua
di irrigazione. Dopo le mele (Corriere della Sera del 2004) e il miele
della Val d'Agri agli idrocarburi (SPME-GC-MS
analysis of volatile organic compounds in honey from Basilicata. Evidence for
the presence of pollutants from anthropogenic activities),
si rischia, non opponendosi oggi alla Total, di trovarsi con le albicocche, le
fragole e i percochi del Metapontino invendibili sul mercato nazionale e
internazionale. Perché l'attività mineraria, al di fuori della comunicazione che
gira in Regione, è ritenuta dovunque inconciliabile con una buona e florida
agricoltura.
Dispiace
essere rappresentati da primi cittadini che nonostante sappiano che il petrolio
non ha portato ricchezza e occupazione in Basilicata dopo 50 anni di estrazioni
e di indotto in Valbasento, e dopo 15 anni di estrazione e di raffinazione in
Val d'Agri, fanno prevalere le logiche di partito e di appartenenza politica
agli interessi delle popolazioni che amministrano(che restano all’oscuro di
tutto nonostante eventuale ricerca petrolifera ipotecherà il territorio per
altri 20/40 anni )
NoScorie
Trisaia ricorda ai due sindaci che occorre opporsi oggi al permesso di ricerca
della Total, non solo perché dopo aver trovato il petrolio sarà impossibile
opporsi per vantare diritti e autodeterminazioni, ma anche perché la
cancerogenicità delle attività minerarie comprende tutta la filiera
dell'estrazione, anche la prospezione sismica (lo afferma la Proposithion 65
dello Stato della California, Usa)