Il crucifige sentenziato ai danni di
Castellano per il solo fatto di avere realizzato alcuni investimenti
in Basilicata insieme a persone indagate dalla magistratura per altri
fatti avvenuti in Puglia, getta un’ombra di sospetto e discredito
su di un imprenditore che, come tanti, lotta ogni giorno per
continuare ad investire su questo territorio.
CONFAPI Matera sottolinea che, in
generale, quella lucana è un’imprenditoria sana, che non ha
interessenze con ambienti malavitosi. Nel caso di specie, inoltre, i
fatti accaduti nel Barese devono essere tenuti distinti, senza
criminalizzare gli imprenditori locali. Non è giusto, è pericoloso,
azzardato, dannoso.
I problemi delle nostre imprese sono
altri; esse devono pensare ogni giorno come fare per aprire i
cancelli, per proseguire le attività, per mantenere i posti di
lavoro, come essere pagate per i lavori eseguiti, come ottenere il
credito, come evitare gli usurai e quindi – adesso sì – le
infiltrazioni della malavita.
Non possiamo essere dipinti come la
regione del malaffare. L’imprenditoria lucana ha bisogno del
sostegno di tutti, mass media compresi, in piena autonomia e nel
pieno rispetto delle regole.