Il passaggio al digitale
terrestre della regione dellaBasilicata si svolgerà,
secondo il calendario redatto dal Ministero dello sviluppo, tra il
24 maggio e l’8 giugno 2012. Per agevolare la transizione alla
nuova tecnologia, che si è dimostrata sempre abbastanza
traumatica per la popolazione, sono al lavoro gli esperti e i
rappresentanti delle istituzioni della regione. Il presidente del Corecom
Basilicata Ercole Trerotolaafferma in un comunicato:
«Problema non solo tecnico, ma
di comunicazione ed assistenza per tutelare le
fasce deboli». Per mettere in campo le iniziative necessarie a
garantire ai lucani una buona qualità tecnica del
nuovo servizio e la corretta informazionesulle procedure
per il passaggio al nuovo sistema, il Corecom di Basilicata ha
costituito un tavolo tecnico di lavoro composto da esperti
e rappresentanti delle istituzioni. Il tavolo tecnico sarà
coordinato da Massimo Carcuro, consigliere del Corecom con delega al
digitale terrestre, e composto da Antonio Di Sabato, vice capo di
Gabinetto della Provincia di Potenza, Salvatore Auletta, assessore
alle politiche sociali della Provincia di Matera, Giovanni Rivelli,
direttore dell’Ufficio Stampa della Giunta regionale, Maurizio
Vinci, direttore dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale,
Antonio Scarpati, responsabile per la Basilicata di RaiWay, Loredana
Costanza (in rappresentanza dell’Anci di Basilicata) e Angelo
Zambrino in rappresentanza dell’Arpab. Segretario del Tavolo
Tecnico è stato designato Antonio Lovaglio, funzionario del Corecom.
Le iniziative dell’organismo si
affiancheranno a quelle che il Ministero per lo Sviluppo Economico,
dipartimento Telecomunicazioni, ha messo in campo per tutte le
regioni interessate dallo switch-off fungendo anche da
interfaccia con le associazioni dei consumatori. «Il cambio del
sistema di ricezione televisiva – ha spiegato Trerotola – creerà
negli utenti lucani, in particolar modo tra gli anziani,
qualche difficoltà iniziale. Sono certo che la sinergia tra i
vari organismi coinvolti riuscirà a rendere un buon servizio
pubblico e ad accompagnare anche i meno giovani verso
questo epocale cambiamento tecnologico. Allo stato attuale il
problema non è solo e tanto puramente tecnico, poiché le emittenti
sono già al lavoro per l’appuntamento e la Basilicata può
usufruire delle esperienze già fatte nelle altre regioni.
Ciò che serve è unacapillare azione di informazione ed
assistenza per evitare che l’opportunità di ampliare la
quantità di comunicazione disponibile data dal digitale
terrestre possa avere come altra faccia della medaglia
l’emarginazione di fasce deboli».
