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venerdì 17 febbraio 2012

SVIMEZ: BENEDETTO, INCOMPRENSIBILE ESCLUSIONE BASILICATA DA PROPOSTA FILIERE TERRITORIALI SUD


Con lettere inviate ai Presidenti di Svimez Riccardo Padovani e della Regione Vito De Filippo, il capogruppo di IdV in Consiglio Regionale Nicola Benedetto, ha chiesto che si comprenda anche la Basilicata tra le aree strategiche del Mezzogiorno individuate dalla Svimez per avviare condizioni di sviluppo, tenuto conto – scrive – delle risorse strategiche energetiche ed idriche di cui dispone la nostra regione che sono alla base della stessa proposta elaborata.
Nel ricordare che “Energie rinnovabili e filiere territoriali industriali e logistiche per la lotta alla recessione nel Mezzogiorno rappresentano la ricetta indicata dalla Svimez alla Commissione Bilancio della Camera, per far ripartire la parte più in difficoltà della “macchina Italia” che ormai arranca ovunque” Benedetto evidenzia che “dopo il crollo del Pil nel 2011 e la recessione certificata dall'Istat, la Svimez prevede tempi duri anche per il 2012 con un Pil che dovrebbe far registrare un calo dell’1,5%: più grave la flessione al Sud (-2%) a fronte del -1,3% del Nord. Previsioni fosche anche per l’occupazione che, secondo le stime della Svimez, farà registrare un calo medio nazionale dello 0,5%, con un -0,7% al Centro-Nord fino a spingersi all’1,6% al Sud. Dati ancora più negativi riguardo agli investimenti, con un crollo nelle due parti del paese del 5% e di addirittura l’8%. Per invertire questo trend negativo e far ripartire la crescita dal Mezzogiorno – continua il capogruppo di IdV – la Svimez chiede a Governo e Regioni di puntare su filiere territoriali logistiche, sviluppo della geotermia, interventi selettivi di politica industriale. Ma – aggiunge – la Svimez individua sette aree al Sud, escludendo completamente la Basilicata. Esse sono: Area vasta dell’Abruzzo meridionale; Area vasta del Basso Lazio e dell’alto casertano; Area vasta Torrese-Stabiese; Area vasta Pugliese Bari- Taranto-Brindisi; Area vasta della Piana di Sibari; Area vasta Catanese (Sicilia orientale);
Area vasta della Sardegna settentrionale. I settori delle Filiere Territoriali Logistiche individuati dalla SVIMEZ fanno capo prevalentemente all’agroalimentare di eccellenza (pasta, vino, olio, conserviero, caseario,
ecc.) ed ai settori della utensileria e della meccanica che trovano nel Mezzogiorno alcune
presenza significative. Si tratta di comparti rilevanti per l’economia e il mondo produttivo lucano. Un’esclusione, quella della Basilicata, tanto più immotivata per la presenza del futuro Distretto Energetico della Val d’Agri-Sauro e alla luce della firma, avvenuta ieri, dell’Intesa sul Distretto Idrografico Meridionale di cui la Regione Basilicata è soggetto istituzionale essenziale in quanto macrofornitore di acqua ad altre regioni e comunità locali. Non mi convince inoltre l’indicazione della Sivimez secondo la quale se è necessario favorire la creazione di filiere territoriali, industriali e logistiche, soprattutto in determinati territori meridionali che già dispongono di porti commerciali, spazi retro portuali, attività economiche con un forte orientamento all'export promuovendo la formazione di ''reti'' e, soprattutto, favorendo un maggiore accesso al credito, poiché non disponiamo di porti e di interporti e quindi dovremmo restare fuori da questa strategia. Condivido invece la valutazione secondo cui il rilancio economico del Mezzogiorno dovrà passare attraverso una interpretazione più dinamica rispetto al recente passato delle condizioni di posizionamento strategico all’interno dei network di scambio commerciale a livello mondiale. La maggiore apertura dei mercati per le produzioni meridionali e la possibilità del territorio di offrire sistemi logistici a servizio dei mercati di produzione e consumo dell’area mediterranea, sono una concreta realtà che anche la Basilicata deve sfruttare per catturare e trattenere valore all’interno del suo sistema economico e produttivo.
Credo che in proposito – conclude Benedetto – sia utile coinvolgere il Ministro Barca in relazione ai programmi contenuti nel Piano Azione Sud.”