Con lettere inviate ai Presidenti di
Svimez Riccardo Padovani e della Regione Vito De Filippo, il
capogruppo di IdV in Consiglio Regionale Nicola Benedetto, ha chiesto
che si comprenda anche la Basilicata tra le aree strategiche del
Mezzogiorno individuate dalla Svimez per avviare condizioni di
sviluppo, tenuto conto – scrive – delle risorse strategiche
energetiche ed idriche di cui dispone la nostra regione che sono alla
base della stessa proposta elaborata.
Nel ricordare che “Energie
rinnovabili e filiere territoriali industriali e logistiche per la
lotta alla recessione nel Mezzogiorno rappresentano la ricetta
indicata dalla Svimez alla Commissione Bilancio della Camera, per far
ripartire la parte più in difficoltà della “macchina Italia”
che ormai arranca ovunque” Benedetto evidenzia che “dopo il
crollo del Pil nel 2011 e la recessione certificata dall'Istat, la
Svimez prevede tempi duri anche per il 2012 con un Pil che dovrebbe
far registrare un calo dell’1,5%: più grave la flessione al Sud
(-2%) a fronte del -1,3% del Nord. Previsioni fosche anche per
l’occupazione che, secondo le stime della Svimez, farà registrare
un calo medio nazionale dello 0,5%, con un -0,7% al Centro-Nord fino
a spingersi all’1,6% al Sud. Dati ancora più negativi riguardo
agli investimenti, con un crollo nelle due parti del paese del 5% e
di addirittura l’8%. Per invertire questo trend negativo e far
ripartire la crescita dal Mezzogiorno – continua il capogruppo di
IdV – la Svimez chiede a Governo e Regioni di puntare su filiere
territoriali logistiche, sviluppo della geotermia, interventi
selettivi di politica industriale. Ma – aggiunge – la Svimez
individua sette aree al Sud, escludendo completamente la Basilicata.
Esse sono: Area vasta dell’Abruzzo meridionale; Area vasta del
Basso Lazio e dell’alto casertano; Area vasta Torrese-Stabiese;
Area vasta Pugliese Bari- Taranto-Brindisi; Area vasta della Piana di
Sibari; Area vasta Catanese (Sicilia orientale);
Area vasta della Sardegna
settentrionale. I settori delle Filiere Territoriali Logistiche
individuati dalla SVIMEZ fanno capo prevalentemente
all’agroalimentare di eccellenza (pasta, vino, olio, conserviero,
caseario,
ecc.) ed ai settori della utensileria e
della meccanica che trovano nel Mezzogiorno alcune
presenza significative. Si tratta di
comparti rilevanti per l’economia e il mondo produttivo lucano.
Un’esclusione, quella della Basilicata, tanto più immotivata per
la presenza del futuro Distretto Energetico della Val d’Agri-Sauro
e alla luce della firma, avvenuta ieri, dell’Intesa sul Distretto
Idrografico Meridionale di cui la Regione Basilicata è soggetto
istituzionale essenziale in quanto macrofornitore di acqua ad altre
regioni e comunità locali. Non mi convince inoltre l’indicazione
della Sivimez secondo la quale se è necessario favorire la creazione
di filiere territoriali, industriali e logistiche, soprattutto in
determinati territori meridionali che già dispongono di porti
commerciali, spazi retro portuali, attività economiche con un forte
orientamento all'export promuovendo la formazione di ''reti'' e,
soprattutto, favorendo un maggiore accesso al credito, poiché non
disponiamo di porti e di interporti e quindi dovremmo restare fuori
da questa strategia. Condivido invece la valutazione secondo cui il
rilancio economico del Mezzogiorno dovrà passare attraverso una
interpretazione più dinamica rispetto al recente passato delle
condizioni di posizionamento strategico all’interno dei network di
scambio commerciale a livello mondiale. La maggiore apertura dei
mercati per le produzioni meridionali e la possibilità del
territorio di offrire sistemi logistici a servizio dei mercati di
produzione e consumo dell’area mediterranea, sono una concreta
realtà che anche la Basilicata deve sfruttare per catturare e
trattenere valore all’interno del suo sistema economico e
produttivo.
Credo che in proposito – conclude
Benedetto – sia utile coinvolgere il Ministro Barca in relazione ai
programmi contenuti nel Piano Azione Sud.”
