E’ questo
un argomento affrontato e dibattuto dalla Federpensionati Coldiretti
nel corso dei lavori del suo Consiglio Regionale e dei due Consigli
Provinciali di Matera e Potenza tenutosi in seduta congiunta presso
la Sede Sociale del capoluogo lucano. Soffocati da inasprimenti
economici nazionali e regionali emanati per risanare la precaria
situazione finanziaria del Governo Nazionale e di quello Regionale –
ha detto il Presidente Leonardo Gorgoglione - le nostre famiglie ed
i nostri pensionati sono chiamati ad affrontare sempre più ulteriori
sacrifici in campo economico e sanitario e sociale. E’ una regione
la Basilicata – ha affermato Gorgoglione – dove le politiche
economiche, sanitarie e sociali passano tutto in secondo piano. Per
chi lo avesse dimenticato o gli fosse sfuggito vogliamo solo
ricordare che già dal 15 aprile dell’anno scorso la scure del
ticket si è abbattuta sulla farmaceutica facendo pagare ai cittadini
una quota dell’importo di determinati medicinali, prelievo questo
che successivamente è diventato un vero salasso economico con il
pagamento del ticket sulle visite specialistiche ambulatoriali, sulle
prestazioni da “ codice bianco “ al pronto soccorso e sulle
ricette contenenti prescrizioni di farmaci. E’ una situazione che
giorno dopo giorno diventa sempre più insostenibile per la nostra
gente e soprattutto per i nostri pensionati che non riescono più a
soddisfare le minime e vitali esigenze quotidiane. L’ultima nota
dell’Unioncamere di Basilicata evidenzia come l’aumento
dell’inflazione, l’aumento dei generi di prima necessità ed i
tanti rincari, non ultimo il costantemente crescente costo del
carburante, stanno mettendo a dura prova la resistenza dei pensionati
lucani che sono costretti a fare i conti con la perdita del potere
d’acquisto della loro pensione. Negli ultimi anni il potere
d’acquisto delle pensioni è diminuito del 30% ed arrivare oggi
alla fine del mese con un importo pensionistico di circa 480 euro è
diventato veramente difficile se non impossibile dovendo far fronte
ai continui aumenti del costo della vita che ormai sembra
inarrestabile. I poveri in Italia superano ormai i 9 milioni, ci dice
l’ISTAT , e costituiscono oltre il 13,8 % dell’intera
popolazione; si tratta di quasi tre milioni di famiglie povere che
vivono in serie difficoltà economiche e la maggiore incidenza di
queste famiglie povere si registra in tre regioni del Sud:
Basilicata, Calabria e Sicilia. Ed il Rapporto sulla coesione
sociale diffuso recentemente da INPS, Istat e Ministero del Lavoro
che misura l’indice di povertà rispetto al 2010, conferma che la
situazione più critica si registra proprio in Basilicata dove il
28,3% delle famiglie risulta in una situazione di indigenza a fronte
della media nazionale che si aggira sul 10 per cento. E’ allarme
povertà ci ricorda anche la Caritas della nostra Regione atteso che
negli ultimi quattro anni le richieste di aiuto economico ai Centri
di ascolto in Basilicata si sono moltiplicate e che queste richieste
provengono purtroppo da quella fascia di persone che ancora ha la
fortuna di vivere stabilmente in una casa e che ha per il momento un
regolare lavoro. E’ un triste primato per la nostra regione che
certamente non fa onore , e se a ciò si aggiunge la gravissima piaga
della disoccupazione giovanile che attanaglia ormai quasi tutte le
famiglie lucane possiamo ben dire che stiamo attraversando uno dei
momenti più bui della nostra vita e che sarebbe ora di svegliarsi da
quel torpore in cui siamo caduti e riprendere ad operare seriamente
per il bene della nostra regione.
Nel corso del
dibattito, ha affermato Leonardo Gorgoglione, si è ribadita la
necessità che il Governo ponga rimedio, perché non più
tollerabile, la diversità di trattamento previdenziale esistente nel
mondo dei pensionati così sbilanciato nonostante l’ulteriore
aggravio contributivo a carico delle unità attive già dal prossimo
anno.
E’ stato
altresì manifestato l’unanime l’auspicio che tutte le forze
politiche, sociali, ed economiche della Basilicata concertino una
programmazione concreta che parte da una seria politica
occupazionale per i giovani, una equa politica sociale che vada
incontro a quelle che sono le sacrosante esigenze delle famiglie
lucane, una vera riforma del sistema sanitario assicurando una sanità
equa e solidale a partire dalle prestazioni sanitarie che
necessariamente dovranno essere erogate in tempi ragionevoli e brevi
eliminando così i lunghissimi, insopportabili ed insostenibili tempi
di attesa.