il 17 febbraio, alle 17, vi diamo appuntamento, a
Milano, presso il Teatro Elfo Puccini. Infatti quel giorno, a quell’ora, cade il
ventesimo anniversario dall’arresto di Mario Chiesa. Di lì a due anni nelle aule
giudiziarie di Milano furono chiamati leader ed esponenti dei partiti per
parlare di un sistema di potere, fatto di commistioni tra affari e politica, che
aveva portato l’Italia sull’orlo della bancarotta. A tanti anni di distanza poco
o niente è cambiato. Anzi quel sistema si è ingegnerizzato, affinato e la
politica ha tentato di demonizzare la magistratura, ha depenalizzato quei reati,
come il falso in bilancio, in modo da poter agire indisturbata.
In questi giorni, l’operazione rischia di completarsi
e il cerchio è pronto a chiudersi con la denigrazione e la delegittimazione di
quei giudici che venti anni fa, rispondendo al dettato costituzionale,
individuarono la malattia presente nei partiti. Non è certo un caso che oggi i
media e i noti soloni della politica si apprestino a ricordare quella data con
un inedito, seppur scontato, copione: una rivisitazione strumentale di quelle
vicende, al fine di riabilitare e giustificare personaggi e metodi che sono
ancora in auge.
Infatti, in questi salotti mediatici per ricordare
Mani Pulite, troviamo volti conosciuti alle aule giudiziarie di quel tempo.
Coloro che avevano snocciolato cifre e dettagli sulle tangenti, adesso si
affrettano a smentire la testimonianza rilasciata ai giudici, scritta e
sottoscritta, e parlano di abuso dell’autorità giudiziaria.
Insomma gli imputati di allora si ergono a giudici.
Così in una storia tra guardie e ladri le parti si invertono. Un’operazione
scientifica, fatta al fine di giustificare l’operato di dirigenti politici, di
logge massoniche e di comitati d’affari, noti alle cronache di questi anni, di
questi giorni, come a quelle dell’epoca. E’ un modo per mettere tutto nel
calderone, per appannare e nascondere la verità.
La morale di quanto sta avvenendo è che oggi, come
allora, il Parlamento cerca di fermare l'azione dei magistrati. Quando c'era
'Mani pulite', ci provarono con il decreto Biondi, oggi con la norma
'anti-toghe' inserita nella Comunitaria. Si tratta di una legge che è una vera e
propria vendetta, un ammonimento nei confronti dei magistrati.
Sembra proprio di tornare al lontano febbraio del '92,
quando stavamo scoprendo le malefatte del Palazzo e, dentro le aule di Camera e
Senato, tutti si facevano scudo dell'immunità parlamentare, etichettando come
semplici ‘mariuoli’ quelli che erano, in realtà, gli anelli terminali della
catena. Anche oggi, mentre i cittadini assistono allibiti alle ruberie della
casta, agli illeciti finanziamenti, e i magistrati portano alla luce reati
gravissimi, la classe politica, invece di prendere provvedimenti contro coloro
che violano la legge, pensa a punire i giudici per autotutelarsi.
La votazione di ieri ha reso evidente l’esistenza di
una P2 parlamentare che si è nascosta dietro al voto segreto ed ha messo in atto
la propria vendetta. Insomma, mi sembra proprio che nulla sia cambiato in questi
vent’anni.
Per questo ci vediamo a Milano, il 17 febbraio, alle ore 17.
Insieme a me ci saranno Gianni Barbacetto, Giuliano Pisapia, Bruno Tabacci e
Marco Travaglio.
Per maggiori informazioni vi invito a visitare la pagina web
dell’evento http://www.italiadeivalori.it/mani-pulite/
A presto,
Antonio Di Pietro
