Con
un atto di fine anno, su disposizione del Dipartimento
Infrastrutture-Opere pubbliche e mobilità, la Giunta regionale ha
deliberato la concessione di un contributo di 40.000 euro a favore
della Chiesa Parrocchiale S. Antonio di Padova, provenienti
dall’applicazione della Legge Regionale n. 7/ 2003 riguardante
“interventi su edifici di culto di valore storico, ambientale ed
artistico”.
Il
contributo era stato richiesto dal Parroco-reggente della Parrocchia
Don Mario Lutrelli, Delegato dell’Ordine Diocesano, per interventi
necessari all’eliminazione dei diversi e notevoli danni rilevati al
tetto, alle volte ed alle pareti perimetrali del complesso
parrocchiale a seguito delle avverse condizioni atmosferiche e che, a
seguito della quantificazione complessiva degli interventi
preventivati, ammontava a 171.529 euro.
Soddisfazione
è stata espressa da Don Mario Lutrelli e dal sindaco del centro
jonico Vincenzo Francomano, i quali hanno manifestato il loro
ringraziamento all’assessore regionale Rosa Gentile per il consueto
impegno profuso.
Francomano
aveva sollecitato, già dall’ottobre del 2010, la Regione
Basilicata per un intervento in tal senso, informandone
contestualmente lo stesso Vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro
don Francesco Nolè.
La
Chiesa di S. Antonio da Padova rappresenta per Rotondella, insieme
agli altri edifici di culto, un simbolo importante non solo per la
comunità locale ma anche per i tanti Rotondellesi trasferitosi
altrove nel corso degli ultimi decenni e che mantengono vivo il
legame testimoniandolo in modo visibile in occasione dei
Festeggiamenti del 12 e 13 giugno.
La
Chiesa è stata oggetto negli anni ‘80 di un corposo intervento di
recupero che ha interessato soprattutto l’interno ed essa
rappresenta la parte sopravvissuta dell’ultimo Monastero, affidato
all’Ordine dei Francescani, costruito in Basilicata nella prima
metà del ‘600, per volere della famiglia napoletana degli Agnese.
Dove un tempo era questo edificio è stata realizzata la Casa
canonica mentre, precedentemente, negli anni ’60, l’area venne
parzialmente utilizzata per la costruzione di una struttura di
pertinenza del plesso scolastico locale.
