Tutto va bene se non accade nulla, ma quando accade sono guai. Esplode un
metanodotto vicino un centro urbano in
Toscana, 10 persone in ospedale di cui 4 gravi. Scuole chiuse in 6 comuni, un incendio con fiamme alte 200 metri, case
devastate, sgomberi forzati, interventi della protezione civile in soccorso
delle popolazioni. Tragedia più immane sfiorata. E stiamo parlando di un
semplice metanodotto esploso. E se fosse esploso un pozzo minerario vicino
all'Itrec di Rotondella? E se per un fenomeno di subsidenza, il cemento a
protezione da possibili contaminazione radioattive si
sfalda?
In Basilicata si sfida la sorte, la fisica, ma soprattutto il buonsenso e
con una buona dose d’inconsienza si autorizzano le trivellazioni di
idrocarburi vicino le case, i centri
abitati, gli ospedali, le dighe, i fiumi con il Dipartimento ambiente della
Regione che arriva anche ad escludere le
Via, Valutazioni d’impatto ambientale. Ma escludendo la Via si escludono le
osservazioni di enti e cittadini e si esclude la possibilità di obbligare le
compagnie minerarie a seguire protocolli più rigidi e più rispettosi delle
richieste che vengono dal territorio. Forse perché non escludendo la Via c'è la
possibilità che qualche pozzo venga bocciato?
La Valutazione d’impatto ambientale serve proprio per valutare possibili
rischi a cose, persone, ambiente: ecco
perché è stata istituita. E in Basilicata, terra antropizzata e bacino idrico
sia di superficie che di profondità, la Via dovrebbe essere applicata con
maggiore rigore possibile, non elusa. Non solo perché già nel 1991, a Policoro,
ci fu la triste esperienza di un pozzo di gas esploso, ma perché le compagnie
minerarie, proprio perché trovano terreno fertile, perforano nei borghi abitati
(Pozzo Morano), sotto l'Itrec delle sostanze radioattive (Concessione Nova Siri
Scalo), nei parchi (Cerro falcone 2), davanti agli ospedali (Villa d'Agri),
nelle aree urbane (Marconia e Pisticci), lungo i letti dei Fiumi (Val Basento e
Valle dell'Agri), nelle vicinanze della diga del Pertusillo e adesso anche lungo
i monti delle sorgenti del fiume Agri, tra Marsico Nuovo e
Paterno.
È ora che ci si
ribelli a procedure burocratiche disattese e che si segua l'esempio dei 5
sindaci della Provincia di Potenza che si sono opposti alla concessione
dell'Eni, "Li Foi". Sperando che la Regione non escluda la Via per escludere le
osservazioni di ben 5 amministrazioni pubbliche elette dai cittadini. Come ha
già fatto con la concessione "Frusci", tra Avigliano e Rionero, e come ha fatto
con le osservazioni di Rotondella, Nova Siri e Policoro in merito a
quell'assurdo permesso estrattivo non bloccato dai pozzi Rivolta 001 e Nova Siri
001, irresponsabilmente lasciati attivi a poche centinaia di metri dal deposito
nucleare della Trisaia.
Il presidente Defilippo eviti di gioire sulle liberalizzazioni del governo Monti sulle trivellazioni, senza che la basilicata riceva un euro ed enfatizzando gli investimenti che le società petrolifere faranno in Basilicata.Investimenti che distruggerano le nostre acque e le nostre economie locali . Confermando la Basilicata terra di sfruttamento e più povera d'Italia come lo conferma l'Istat nel 2011.
Il presidente Defilippo eviti di gioire sulle liberalizzazioni del governo Monti sulle trivellazioni, senza che la basilicata riceva un euro ed enfatizzando gli investimenti che le società petrolifere faranno in Basilicata.Investimenti che distruggerano le nostre acque e le nostre economie locali . Confermando la Basilicata terra di sfruttamento e più povera d'Italia come lo conferma l'Istat nel 2011.
