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lunedì 2 gennaio 2012

PRC SU RUGGIERO.


La corte di cassazione rigettando  l'opposizione dell'ormai ex consigliere regionale Ruggiero contro la sentenza di decadenza emessa dalla corte di Appello di Potenza mette fine a una delle pagine più vergognose della storia del consiglio regionale

Ricevuta in notifica la sentenza della Corte di Appello di Potenza i consiglieri regionali, anziché seguire le procedure di legge, si sono sbizzarriti per trovare una giustificazione per prorogare le funzioni del Ruggiero, "illegalmente proclamato", fino al momento in cui si sarebbe  pronunciata la  Corte di Cassazione.

I consiglieri regionali, invece di  valutare non più la posizione del Ruggiero ma le condizioni del neo proclamato Pancrazio Gagliardi per convalidarne o meno l'elezione. Ingiustificatamente si sono rifiutati di farlo.
Il motivo posto a base dell'incredibile sospensione della sentenza da pare del consiglio era del tutto pretestuoso. Fecero allora riferimento alla legge n.165/2004 e  citarono precedenti errati, datati e superati , addirittura il presidente Follino parlò di sovranità del consiglio regionale in pieno conflitto con le leggi dello stato Italiano e dell’ordine giuridico non tenendo presente che quella disposizione di legge, che per altro non ha il significato che i consiglieri regionali lucani le attribuirono , è stata ritenuta, in casi analoghi, inapplicabile dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con sentenza n.16898 del 25/7/2006. 
La decisione del Consiglio Regionale è stata senza  procedenti nell'applicazione della legge e nell'esecuzione della sentenza, una decisione molto grave sotto il profilo giuridico e sotto il profilo politicole motivazione a cui fecero allora ricorso    è stato quello di eludere la legge nella ricerca  di scardinare e delegittimare una sentenza dell’ordinamento giudiziario. Addirittura il presidente Follino in un esposto alla procura della Repubblica contro il comitato promotore del ricorso contro Ruggiero , reo quest’ultimo di aver diffidato il consiglio ad eseguire la sentenza della corte di appello , parlo di tentativo in cui si intravedevano , non una battaglia di legalità , ma di sovvertimento della sua potestà o sovranità. Oggi questa sentenza della corte suprema di cassazione fa giustizia della verità , ancora una volta la classe dirigente Lucana ha perso un’altra occasione di stare con la legalita e con il rispetto delle leggi. Folino ne dovrebbe trarre le dovute conseguenze , dando in silenzio le dimissioni .
 Noi d’altro canto se non vedremo una discontinuità forte in tal senso , daremo incarico a uno studio legale affinchè  verifichi la possibilità di rendere nulle o inefficaci per vizio di legittimità tutti gli atti votati in consiglio dal consigliere abusivo Ruggiero


Ottavio Frammartino
Comitato Politico Provinciale PRC