La
corte di cassazione rigettando l'opposizione dell'ormai ex
consigliere regionale Ruggiero contro la sentenza di decadenza emessa
dalla corte di Appello di Potenza mette fine a una delle pagine più
vergognose della storia del consiglio regionale
Ricevuta
in notifica la sentenza della Corte di Appello di Potenza i
consiglieri regionali, anziché seguire le procedure di legge, si
sono sbizzarriti per trovare una giustificazione per prorogare le
funzioni del Ruggiero, "illegalmente proclamato", fino al
momento in cui si sarebbe pronunciata la Corte di
Cassazione.
I
consiglieri regionali, invece di valutare non più la posizione
del Ruggiero ma le condizioni del neo proclamato Pancrazio Gagliardi
per convalidarne o meno l'elezione. Ingiustificatamente si sono
rifiutati di farlo.
Il
motivo posto a base dell'incredibile sospensione della sentenza da
pare del consiglio era del tutto pretestuoso. Fecero allora
riferimento alla legge n.165/2004 e citarono precedenti errati,
datati e superati , addirittura il presidente Follino parlò di
sovranità del consiglio regionale in pieno conflitto con le leggi
dello stato Italiano e dell’ordine giuridico non tenendo presente
che quella disposizione di legge, che per altro non ha il significato
che i consiglieri regionali lucani le attribuirono , è stata
ritenuta, in casi analoghi, inapplicabile dalla Corte di Cassazione a
Sezioni Unite con sentenza n.16898 del 25/7/2006.
La
decisione del Consiglio Regionale è stata senza procedenti
nell'applicazione della legge e nell'esecuzione della sentenza, una
decisione molto grave sotto il profilo giuridico e sotto il profilo
politicole motivazione a cui fecero allora ricorso è
stato quello di eludere la legge nella ricerca di scardinare e
delegittimare una sentenza dell’ordinamento giudiziario.
Addirittura il presidente Follino in un esposto alla procura della
Repubblica contro il comitato promotore del ricorso contro Ruggiero ,
reo quest’ultimo di aver diffidato il consiglio ad eseguire la
sentenza della corte di appello , parlo di tentativo in cui si
intravedevano , non una battaglia di legalità , ma di sovvertimento
della sua potestà o sovranità. Oggi questa sentenza della corte
suprema di cassazione fa giustizia della verità , ancora una volta
la classe dirigente Lucana ha perso un’altra occasione di stare con
la legalita e con il rispetto delle leggi. Folino ne dovrebbe trarre
le dovute conseguenze , dando in silenzio le dimissioni .
Noi
d’altro canto se non vedremo una discontinuità forte in tal senso
, daremo incarico a uno studio legale affinchè verifichi la
possibilità di rendere nulle o inefficaci per vizio di legittimità
tutti gli atti votati in consiglio dal consigliere abusivo Ruggiero
Ottavio
Frammartino
Comitato
Politico Provinciale PRC