Il
ruggito del coniglio
Petrolio: la presa in giro di De Filippo, Viceconte & quei 10 figuri che
(s)governano la Basilicata
Un breve comunicato stampa del Presidente della
giunta regionale di Basilicata, Vito de Filippo, illumina la paradossale
situazione in cui versa la Basilicata. Una regione ricchissima di risorse
naturali, tutte subordinate all'immenso giacimento petrolifero che dal
sottosuolo lucano viene pompato alla raffineria di Taranto al ritmo di oltre 100
mila barili al giorno, e governata da una classe politica di inetti e cialtroni
che pensano di prendere in giro i loro concittadini attraverso roboanti
dichiarazioni di facciata, spesso fuorvianti se non proprio insultanti. Eccone
un esempio recentissimo: "Su Memorandum
petrolio non si torna indietro. Il presidente della Regione Basilicata, Vito De
Filippo, conferma l'intenzione di sottoscrivere un accordo con il Governo per lo
sviluppo della regione, maggiore fornitrice di idrocarburi (petrolio e gas).
"Con il Memorandum - ha affermato nella conferenza di inizio anno - abbiamo
posto allo Stato una domanda sulla quale non si può più fare ritorno. Dallo
Stato attendiamo una risposta. Il petrolio in Basilicata, come ha detto oggi il
presidente dello Svimez Giannola, può essere uno dei principali asset per dare
rilancio allo sviluppo e alla crescita del Paese". Allo stato dei fatti "in
Basilicata non sono stati autorizzati nuovi pozzi né sarà possibile farlo", ha
detto il governatore lucano. "Le quantità di greggio estraibili - ha aggiunto -
sono quelle stabilite nel 1998, e cioè 104 mila barili al giorno in Val d'Agri e
50 mila barili nel giacimento Camastra- Tempa Rossa ma ad oggi questi limiti non
sono stati raggiunti non essendo entrato in funzione il giacimento Tempa Rossa.
Dallo Stato - ha concluso - ci aspettiamo una risposta vera, valutabile
democraticamente dal territorio. Intanto, continueremo a monitorare attentamente
il territorio e ad aumentare le prescrizioni e i controlli".
A
pagina 5 de L'indipendente lucano, pubblichiamo integralmente l'accordo tra Eni
e Regione Basilicata sottoscritto il 18 novembre del 1998, mentre a pagina 4 il
testo del memorandum firmato dai boiardi della politica nostrana in data
29/4/2011. ...Non ci vuole una laurea in giurisprudenza per constatare che il
pio desiderio espresso ad aprile scorso è già compreso in massima parte negli
impegni assunti dall'Eni 13 anni fa. E allora a cosa vale il ruggito del
coniglio di Vito de Filippo?...(nel prossimo numero in edicola il 21
gennaio 2012)
di
Nicola Piccenna
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