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giovedì 5 gennaio 2012

LA PROTEZIONE DEI MINORI PASSA ANCHE DAI GIOCATTOLI


Quanti, in questi giorni di feste, hanno acquistato o acquisteranno giocattoli per i propri bambini in vista anche dell’ultima festa a loro dedicata: l’Epifania. Ma quante persone hanno pensato se il giocattolo comprato sia sicuro e rispondente alle norme europee in materia. In questo contesto la direttiva 2009/48/CE, in vigore dal luglio del 2011, costituisce il quadro di riferimento per la sicurezza dei giocattoli ed impone degli standard di requisiti tra i più elevati al mondo. Si perché non parliamo di sicurezza generica ma di quella più importante, quella dei più piccoli soprattutto perché la creazione di giocattoli innovativi, fabbricati con materiali nuovi e spesso provenienti da paesi a basso controllo, ha innalzato il livello di allerta.
La nuova Direttiva infatti aggiorna ed integra le norme sulla sicurezza al fine di controllarne la circolazione nell’Unione Europea e di tutelare i bambini al di sotto del 14 anni. Una maggiore informazione è alla base di tale approccio: avvertenze precise sono ormai obbligatorie sulle confezioni dei prodotti che informano i genitori sull’utilizzo previsto e i possibili rischi. Secondo tali disposizioni i giocattoli devono possedere una resistenza all’utilizzo e, quelli destinati ai bambini con meno di tre anni, non devono essere composti da parti di piccole dimensioni che inavvertitamente potrebbero essere ingerite dai piccoli.
A seguito dello scandalo nel 2007 dei giocattoli tossici provenienti dalla Cina l’Europa ha severamente vietato, tramite la Direttiva, l’utilizzo di sostanze chimiche cancerogene, mutagene o tossiche per la fabbricazione e riproduzione dei giocattoli.
Il marchio CE – commenta l’On. Patriciello – è sinonimo di garanzia e di conformità ai requisiti di sicurezza imposti dall’Europa. Il rispetto e la tutela del consumatore deve essere alla base di tutto il commercio e ancor di più quando parliamo di piccoli consumatori. Garantire la sicurezza dei giocattoli è un obbligo per l’intera filiera di produzione, la valutazione di conformità infatti non impegna solo la fabbricazione ma anche gli importatori ed i distributori che hanno l’obbligo di ritirare un prodotto che non risponde più ai nuovi requisiti di sicurezza. Fondamentale in questo aspetto il ruolo degli Stati membri che hanno il dovere di supervisionare la conformità dei prodotti ai requisiti UE con la conseguente autorità di imporre sanzioni nel caso in cui ci si trovasse di fronte ad una palese violazione degli stessi”.
L’Europa non sottovaluta nemmeno il fenomeno delle contraffazioni anche dei giocattoli che solo nel 2010 ha raggiunto una cifra d’affari pari a 24 milioni di euro. L’attenzione è rivolta soprattutto alla Cina da cui parte l’80% dei giocattoli destinati al mercato occidentale.