Quanti,
in questi giorni di feste, hanno acquistato o acquisteranno
giocattoli per i propri bambini in vista anche dell’ultima festa a
loro dedicata: l’Epifania. Ma quante persone hanno pensato se il
giocattolo comprato sia sicuro e rispondente alle norme europee in
materia. In questo contesto la direttiva 2009/48/CE, in vigore dal
luglio del 2011, costituisce il quadro di riferimento per la
sicurezza dei giocattoli ed impone degli standard di requisiti tra i
più elevati al mondo. Si perché non parliamo di sicurezza generica
ma di quella più importante, quella dei più piccoli soprattutto
perché la creazione di giocattoli innovativi, fabbricati con
materiali nuovi e spesso provenienti da paesi a basso controllo, ha
innalzato il livello di allerta.
La
nuova Direttiva infatti aggiorna ed integra le norme sulla sicurezza
al fine di controllarne la circolazione nell’Unione Europea e di
tutelare i bambini al di sotto del 14 anni. Una maggiore informazione
è alla base di tale approccio: avvertenze precise sono ormai
obbligatorie sulle confezioni dei prodotti che informano i genitori
sull’utilizzo previsto e i possibili rischi. Secondo tali
disposizioni i giocattoli devono possedere una resistenza
all’utilizzo e, quelli destinati ai bambini con meno di tre anni,
non devono essere composti da parti di piccole dimensioni che
inavvertitamente potrebbero essere ingerite dai piccoli.
A
seguito dello scandalo nel 2007 dei giocattoli tossici provenienti
dalla Cina l’Europa ha severamente vietato, tramite la Direttiva,
l’utilizzo di sostanze chimiche cancerogene, mutagene o tossiche
per la fabbricazione e riproduzione dei giocattoli.
“Il
marchio CE
– commenta l’On. Patriciello – è
sinonimo di garanzia e di conformità ai requisiti di sicurezza
imposti dall’Europa. Il rispetto e la tutela del consumatore deve
essere alla base di tutto il commercio e ancor di più quando
parliamo di piccoli consumatori. Garantire la sicurezza dei
giocattoli è un obbligo per l’intera filiera di produzione, la
valutazione di conformità infatti non impegna solo la fabbricazione
ma anche gli importatori ed i distributori che hanno l’obbligo di
ritirare un prodotto che non risponde più ai nuovi requisiti di
sicurezza. Fondamentale in questo aspetto il ruolo degli Stati membri
che hanno il dovere di supervisionare la conformità dei prodotti ai
requisiti UE con la conseguente autorità di imporre sanzioni nel
caso in cui ci si trovasse di fronte ad una palese violazione degli
stessi”.
L’Europa
non sottovaluta nemmeno il fenomeno delle contraffazioni anche dei
giocattoli che solo nel 2010 ha raggiunto una cifra d’affari pari a
24 milioni di euro. L’attenzione è rivolta soprattutto alla Cina
da cui parte l’80% dei giocattoli destinati al mercato occidentale.
