La
Giornata della Memoria
27 gennaio
2012
Illustrissime
autorità civili, militari e religiose, Signori docenti, cari
studenti,cittadini tutti
Ricordare
l'Olocausto, oggi, ha forse più senso di ieri. Perché la Memoria
aiuterà, noi, a evitare di commettere gli stessi errori e, ai nostri
figli, di fare meglio di quanto noi faremo.
Nessuno
deve sentirsi immune dall'orrore, incapace di tali mostruosità,
perché il male non nutre l'ambizione di grandi uomini, nella maggior
parte dei casi si serve di piccoli uomini, di uomini “normali”
che possono essere ovunque.
Quando
a Gerusalemme venne processato, nel 1960, uno dei più grandi
criminali nazisti, Adolf Eichmann, nel corso del dibattimento in aula
si scoprì tutta la “normalità” di uno sterminio assurdo, per
noi disumano e incomprensibile. Eichmann non era una persona svanita,
né indottrinata, né cinica, era normale nel senso che non era
sadico e aveva commesso quegli atti scellerati perché ordinati dallo
Stato. La coscienza aveva smesso di rispondere all’imperativo etico
che distingue tra il bene e il male, aveva cominciato a rispondere un
imperativo statale che aveva spogliato di orrore il crimine contro
l'umanità. Per attuare questo ribaltamento valoriale era bastata la
mediocrità, l'assenza di idee e progetti. In questa assenza il
nazismo aveva trovato terreno fertile.
Voi,
invece, che siete qui presenti, soprattutto voi giovani, siete
persone che non conoscono la mediocrità, che con essa non hanno
nulla a che spartire, perché avete progetti, avete energia, create e
muovete idee. Conoscete la differenza tra cosa è giusto e cosa non
lo è, tra cosa va rifiutato e cosa va sostenuto. Riconoscersi
nell'altro è l'espressione dell'umanità per eccellenza, da qui
dobbiamo partire se vogliamo che il nostro mondo sia multiculturale,
ospitale e solidale.
Senza questa amicizia che ci lega gli uni agli altri non potremo dare
stabilità alle nostre democrazie, non potremo costruire quello
sviluppo sostenibile che la Giornata della Memoria chiede, pretende,
a risarcimento dei milioni di ebrei uccisi.
Oggi,
tutti insieme, uniti nel silenzio di un cordoglio mondiale,
incarniamo un messaggio di pace. Continuiamo così, senza mai
smettere di pensare che il male si sconfigge scegliendo il bene,
responsabili e orgogliosi, fino in fondo, di esercitare la nostra
libertà facendo ciò che è giusto.
Franco Stella
Presidente
della Provincia di Matera