Quando
il PDL annunciò le proprie perplessità sulla buona riuscita della
nomina a direttore generale del più importante nosocomio lucano, “il
San Carlo di Potenza”, del Prof. Des Dorides, la corte di centro
sinistra si è scagliò contro le nostre critiche in maniera vile e
strumentale.
Ricordo
ancora i commenti rilasciati anche da uomini del centro sinistra, sul
Quotidiano di Basilicata del 6 luglio 2011, che tuonavano contro una
scelta imbarazzante da parte del Governatore lucano Vito De
Filippo: “Tre pensieri diversi che diventano lo specchio di
quello che nelle ore va delineandosi nell’opinione pubblica lucana:
c’è chi plaude senza se e senza ma, c’è chi avanza rimostranze
per la scelta del “Papa straniero” che penalizzerebbe “i bravi
professionisti autoctoni”, e c’è infine chi senza mezze misure
giudica, la nomina dell’ex direttore generale della Croce rossa
italiana al San Carlo un atto di debolezza della politica lucana”.
Dopo
circa sei mesi dal ricevimento del prestigioso incarico sembrerebbe
che, da fonti giornalistiche e soprattutto dal pessimo momento che
vive la Giunta Regionale, il neo DG del San Carlo sia pronto a fare
le valige per avvicinarsi a lidi di Governo Nazionale sicuramente più
tranquilli.
Certo
bisogna dare atto al Presidente De Filippo che la scelta di Des
Dorides al San Carlo è stata una scelta, per quanto incondivisibile,
coraggiosa e autoritaria considerato il sistema clientelare che da
oltre 20 anni regna nella nostra regione.
Purtroppo,
per il Presidente, l’Assessore Martorano e l’intera Giunta
Regionale, il momento della resa dei conti è arrivato e le ridicole
spiegazioni offerte nella conferenza stampa di ieri, sembrano un
paravento talmente sottile che difficilmente copre le disgrazie di
questa cattiva gestione.
Tanto
è dovuto ai lucani. Ho centinaia di volte denunciato tutti i
malesseri della Sanità Lucana, partiti dall’inizio legislatura con
la chiusura dell’Ospedale di Tinchi, alle ipocrite prese di
posizione dello staff manageriale dell’Ospedale di Matera che in
tutte le occasioni si è erto, nelle pronte risposte alle mie
interrogazioni, a sostituto del buon Martorano, sino alla chiusura
dell’Ospedale di Venosa il cui epilogo è già storia scritta e
riscritta.
Il
San Carlo, dopo la scialba e inesistente gestione De Costanzo, è
pronto a dover cambiare di nuovo facciata per la rinuncia del prof.
Dorides che, spacciato dal
Governatore
come risolutore ed innovatore del sistema sanitario potentino, ha
sondato il territorio ed alle mille difficoltà riscontrate, a mio
modestissimo parere, ha assunto la decisione di lasciare la
Basilicata.
Caro
Presidente De Filippo ma Le è così difficile capire che la politica
della poltrona assicurata ormai non regge più, soprattutto nel
comparto sanitario, sempre più difficile da gestire, considerati i
maggiori carichi di spese da sopportare e la costante emigrazione di
migliaia di pazienti verso altre regioni dove operano Ospedali più
specializzati e con liste di prenotazione più snelle? Lei,
Presidente, non dico che dovrebbe accettare i nostri suggerimenti o
le nostre critiche ma almeno le proposte dei suoi compagni di
maggioranza come lo stimato collega Mazzeo Cicchetti che, come
riportato nello stesso articolo, non risparmiò critiche ed
osservazioni alla Sua gestione delle poltrone con il vecchio metodo
delle oligarchie decisionali in barba agli interessi di un’intera
comunità regionale.
Proprio
per questo Suo modo di agire, assistiamo ad un continuo incremento
del malcontento popolare come sta accadendo a Venosa, in questi
giorni, dove, in piena notte è stato chiuso, furtivamente, un
Ospedale che negli ultimi anni ha surclassato per attività
sanitarie, numero di ricoveri e giornate di degenza, per interventi
chirurgici e quant’altro altri Nosocomi che, forse per protettorati
politici, non subiranno l’attacco feroce della Sua mannaia e del
Suo Assessore alla Sanità.
Caro
Presidente, non è con la chiusura indiscriminata di Ospedali che si
migliora il sistema sanitario regionale e si riducono i costi. Lei,
purtroppo, non ha alcun progetto, Lei non ha idea di cosa significhi
sanità, assistenza ai malati, cura delle patologie e sollievo dalla
sofferenza. Lei continua ad interpretare la sanità come strumento
utile per sostenere la clientela e sistemare i suoi clientes.
Tutto
quello che sta accadendo in Basilicata è una vergogna e Lei dovrebbe
prendere atto di aver drammaticamente e miseramente fallito.
Torni
a casa Presidente e si dedichi alla Sua filosofia, ai Suoi studi, con
la premura di non prendere lezioni private dal Prof. D’Andrea,
aspramente criticato dalla stampa nazionale, perché governare una
grande Regione come la Basilicata è tutt’altra cosa.
