Nella giornata di
oggi, i sindaci dell’alto bradano, guidati dal Sindaco di Venosa,
hanno consegnato nelle mani del Presidente del Consiglio regionale
Folino oltre 5.000 firme della petizione popolare con la quale si
chiede di ripristinare l’Ospedale di Venosa praticamente chiuso a
seguito dell’attuazione dell’articolo 20 della Legge n.17 del
2012.
Nella conferenza
stampa che ha fatto seguito all’incontro, dopo i sindaci, è
intervenuto il consigliere regionale del PDL Mario Venezia il quale
ha dichiarato:
“Martedi 31
gennaio in consiglio regionale saranno discusse due mozioni
presentate dal gruppo consiliare del PDL con le quali si chiede, al
governo, di bloccare immediatamente gli effetti previsti dalla legge
regionale di assestamento di bilancio la n.17/2011 ed in particolare
quanto previsto dall’articolo 20, ad opera del quale l’Ospedale
di Venosa, praticamente, è stato trasformato in un Ospizio, comunque
in casa di riposo per anziani. Il tutto, ha continuato Venezia, nasce
da un Piano Sanitario Regionale, da qualche giorno in discussione
nella IV commissione permanente, sbagliato e basato, esclusivamente,
su una visione ragionieristica, non certamente sanitaria, che opera
tagli indiscriminati mediante la chiusura di Ospedali com’è già
avvenuto per Tinchi e Stigliano ed oggi per Venosa.
Già negli anni
scorsi, il Governo di Centro Sinistra, ha adottato tentativi
maldestri di riduzione della spesa sanitaria riducendo, prima, le
Aziende Sanitarie da 5 a 2 con il risultato di un’impennata della
spesa e, nel corso di questa legislatura, chiudendo gli ospedali e
conseguendo un risultato disastroso per il bilancio regionale che,
per la sanità, è passato da un miliardo di euro netti, del 2010, a
un miliardo e 126 milioni per l’anno 2012. Siamo, in Basilicata, al
paradosso. Si riducono le AA.SS.LL., si chiudono gli Ospedali, si
impongono Ticket e la spesa sanitaria piuttosto che ridursi cresce al
ritmo di quasi 8 milioni di euro al mese. Evidentemente la confusione
e la incompetenza o la malafede regnano nei palazzi del governo
regionale anche perché negli ultimi due anni accanto all’impennata
dei costi si è registrato un aumento del 30% dell’emigrazione
sanitaria. Sicuramente- ha continuato Venezia- nel governo regionale
c’è incompetenza, confusione e malafede perché, non sfugge a De
Filippo, il dato reale che la spesa sanitaria si annida, non
nell’assistenza, ma nelle tante forme clientelari che affollano i
nosocomi lucani, gli uffici amministrativi e tutto l’universo
burocratico-partitocratico e parassitico che affolla la sanità
lucana. Non è con la chiusura degli ospedali che si offre ai
cittadini, come previsto dalla Costituzione Italiana, una sanità
giusta ma attraverso una razionalizzazione della spesa e la
diversificazione dell’offerta specialistico sanitaria dei nostri
nosocomi. Tanto la chiusura dell’ Ospedale di Venosa quanto quella
di Tinchi, città poste sui confini con la Puglia, determineranno un
aumento ulteriore dell’emigrazione sanitaria con un appesantimento
della spesa. Per questo motivo, continua Venezia, il PDL lancia
l’invito pressante a De Filippo di fermarsi nell’azione
distruttrice e di ripensare, non con una visione ragionieristica ma
sanitaria, un nuovo piano sanitario che, ad esempio, specializzi al
massimo i nostri nosocomi, in particolare quelli di eccellenza e
quelli di “frontiera” in modo da garantire un’offerta sanitaria
di eccellenza, partendo dal CROB di Rionero che, evidentemente, non
adeguatamente sostenuto è il fanalino di coda dei 43 istituti
italiani di ricerca e cura a carattere scientifico. Al riguardo- ha
continuato il consigliere Venezia -si sottolinea che gli IRCCS sono
enti a rilevanza nazionale dotati di autonomia e personalità
giuridica che, secondo standards di eccellenza, perseguono finalità
di ricerca nel campo biomedico e in quello dell’organizzazione
e gestione dei servizi sanitari, unitamente a prestazioni di ricovero
e cura di alta specialità. Sono ospedali di eccellenza che
perseguono finalità di ricerca nel campo biomedico ed in quello
della organizzazione e gestione dei servizi sanitari. La peculiarità
dell’attività di ricerca degli Irccs sta nello scambio continuo di
conoscenze scientifiche fra laboratorio e clinica. Essi effettuano
infatti una ricerca che deve trovare necessariamente sbocco in
applicazioni terapeutiche negli ospedali. Tale processo richiede il
coinvolgimento di diverse figure dotate di specificità
professionali, ma accomunate da un unico obiettivo che è quello di
finalizzare l’attività della ricerca al miglior risultato,
diagnostico e terapeutico, per il paziente. Attraverso gli Irccs il
Sistema sanitario assicura un servizio avanzato e una specificità
precisa. La loro attività ha per oggetto aree di ricerca ben
definite sia che abbiano ricevuto il riconoscimento per una singola
materia (IRCCS monotematici) sia che l’abbiano ricevuto per più
aree biomediche integrate (IRCCS politematici). I settori nei quali
gli Istituti svolgono la loro attività di ricerca ed assistenza
riguardano le seguenti discipline: Auxologia, Biotecnologie e
tecnologie biomediche, Cardiologia, dermatologia, Gastroenterologia,
Geriatria, Malattie genetiche ed eredo-familiari, Malattie infettive,
Malattie metaboliche, Medicina occupazionale, Neurologia,
Oftalmologia, Oncologia, Ortopedia, Patologie croniche, degenerative
e disabilitanti, Pediatria, Psichiatria, Riabilitazione, Trapianti
d’organo.
Sulla
scorta di queste brevi considerazioni inerenti anche il grande valore
che ha il CROB di Rionero-ha concluso il consigliere Venezia- il
piano sanitario regionale proposto da De Filippo e Martorano è da
ritenersi pericoloso, vecchio, aderente ad una mentalità chiusa ed
appartenente solo a logiche che nulla hanno in comune con gli
interessi dei cittadini e, pertanto, merita di essere immediatamente
cestinato, per il bene dei lucani.
