“Le
posizioni espresse dai miei colleghi di partito in merito alla
valutazione se è utile, innanzitutto per il partito e più generale
per affrontare al meglio i problemi della regione, che il segretario
di partito faccia anche l’assessore sono entrambe degne di
considerazione”. E’ quanto sostiene il presidente del Gruppo IdV
alla Regione Nicola Benedetto, aggiungendo: “non vorrei però che
si spostasse l’attenzione verso quello che è il vero problema
della situazione politica regionale che, finalmente, il segretario
regionale del Pd Speranza, squarciando un velo di ipocrisia, ha
chiamato con il suo vero nome, crisi politica, raggelando l’animo,
evidentemente, solo dei suoi amici di partito. Una crisi – dice
Benedetto - tutta interna al Pd dove da due mesi si registra uno
scontro di componenti, gruppi dirigenti e tra consiglieri regionali e
che ha avuto strascichi anche di natura non squisitamente politica.
E’ pertanto il Pd che deve risolvere innanzitutto la sua crisi per
recuperare la visione di sintesi unitaria con la quale confrontarsi
con i suoi alleati e favorire il rilancio dell’azione di programma
senza creare intralci ed ostacoli. Ai tavoli del centrosinistra
infatti non mi pare – continua l’esponente di IdV - si siano
verificate significative divergenze sulle emergenze sociali ed
occupazionali da affrontare e quindi sulle soluzioni da adottare. La
questione, invece, che si ripresenterà anche con il De Filippo bis è
innanzitutto riferita al metodo di governo regionale e di gestione di
progetti e programmi di ciascun Dipartimento per evitare che tutti
siamo d’accordo su cosa fare e qualcuno lo dimentichi il giorno
dopo. Per questo insieme alla valutazione sulla distribuzione delle
deleghe e quindi anche su una migliore ripartizione di compiti
istituzionali (rinnovo l’idea di un unico Dipartimento Ambiente e
Territorio che metta insieme deleghe polverizzate in tre Assessorati
e l’istituzione di un Dipartimento Bilancio e Programmazione)
diventa necessario individuare meccanismi in grado di garantire e
collegialità di scelte e condivisione piena con e tra i partiti
della maggioranza. Sul piano politico – conclude Benedetto –
diventa non più rinviabile definire uno strumento di coordinamento
stabile, una cabina di regia in grado di confrontarsi quotidianamente
e non periodicamente con la Giunta. Credo che siano queste le
condizioni per riavvicinarci ai cittadini e ai loro problemi reali e
mettere fine al ritualismo da Prima Repubblica”.
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domenica 29 gennaio 2012
BENEDETTO, PD SUPERI LA CRISI DELLA SUA CLASSE DIRIGENTE
“Le
posizioni espresse dai miei colleghi di partito in merito alla
valutazione se è utile, innanzitutto per il partito e più generale
per affrontare al meglio i problemi della regione, che il segretario
di partito faccia anche l’assessore sono entrambe degne di
considerazione”. E’ quanto sostiene il presidente del Gruppo IdV
alla Regione Nicola Benedetto, aggiungendo: “non vorrei però che
si spostasse l’attenzione verso quello che è il vero problema
della situazione politica regionale che, finalmente, il segretario
regionale del Pd Speranza, squarciando un velo di ipocrisia, ha
chiamato con il suo vero nome, crisi politica, raggelando l’animo,
evidentemente, solo dei suoi amici di partito. Una crisi – dice
Benedetto - tutta interna al Pd dove da due mesi si registra uno
scontro di componenti, gruppi dirigenti e tra consiglieri regionali e
che ha avuto strascichi anche di natura non squisitamente politica.
E’ pertanto il Pd che deve risolvere innanzitutto la sua crisi per
recuperare la visione di sintesi unitaria con la quale confrontarsi
con i suoi alleati e favorire il rilancio dell’azione di programma
senza creare intralci ed ostacoli. Ai tavoli del centrosinistra
infatti non mi pare – continua l’esponente di IdV - si siano
verificate significative divergenze sulle emergenze sociali ed
occupazionali da affrontare e quindi sulle soluzioni da adottare. La
questione, invece, che si ripresenterà anche con il De Filippo bis è
innanzitutto riferita al metodo di governo regionale e di gestione di
progetti e programmi di ciascun Dipartimento per evitare che tutti
siamo d’accordo su cosa fare e qualcuno lo dimentichi il giorno
dopo. Per questo insieme alla valutazione sulla distribuzione delle
deleghe e quindi anche su una migliore ripartizione di compiti
istituzionali (rinnovo l’idea di un unico Dipartimento Ambiente e
Territorio che metta insieme deleghe polverizzate in tre Assessorati
e l’istituzione di un Dipartimento Bilancio e Programmazione)
diventa necessario individuare meccanismi in grado di garantire e
collegialità di scelte e condivisione piena con e tra i partiti
della maggioranza. Sul piano politico – conclude Benedetto –
diventa non più rinviabile definire uno strumento di coordinamento
stabile, una cabina di regia in grado di confrontarsi quotidianamente
e non periodicamente con la Giunta. Credo che siano queste le
condizioni per riavvicinarci ai cittadini e ai loro problemi reali e
mettere fine al ritualismo da Prima Repubblica”.