“Eravamo
sempre più convinti che il Governo concretizzasse i
suggerimenti dell’UGL, ossia guardare alla Basilicata non
come un problema, ma come opportunità, che riuscisse ad
ottimizzare le esigenze locali di sviluppo con quelle
nazionali, sia in campo energetico, che in materia fiscale.
L’articolo
20 del decreto legge varato dal Governo, avvia a definitivo
compimento ciò che il Presidente De Filippo, ha fortemente sostenuto
in quella tesi brillantemente portata avanti dal Senatore della
Repubblica Italiana, Egidio Digilio, all’or quando da Consigliere
Regionale e Presidente della Commissione Regionale d’Inchiesta
Idrocarburi, avviò quel fatidico e famoso memorandum di intesa
sulle estrazioni petrolifere, rimasto nell’ottica di
prevedere per i lucani un ristoro economico per l’impegno
dato in campo energetico al Paese. Tale ristoro oggi per
l’UGL và inteso in relazione alla presenza di
attività industriali, quelle legate agli idrocarburi, che
non generano direttamente occupazione e sviluppo nei
territori, ma assolutamente non è e non può essere
interpretato come il prezzo pagato per una deregulation
ambientale che non c’è e non sarebbe accettata.
Và ricordato che gli investimenti di
sviluppo sono pari, nella sola Regione Basilicata, a 6 miliardi
di euro, garantendo una produzione aggiuntiva di
idrocarburi nei prossimi 20 anni per un valore economico di
almeno 30 miliardi di euro ed entrate aggiuntive per lo
Stato (tra entrate fiscali e royalty) pari ad almeno 17
miliardi ed è questo
anche quanto riporta la relazione allegata all’articolo 20
della bozza/Decreto liberalizzazioni per “Aumentare
gli investimenti in infrastrutture estrattive, abbassare
eccessivamente i limiti per la trivellazione in mare e
liberalizzare la ricerca di nuovi giacimenti di idrocarburi”.
E’
quanto sostiene Rocco Velluzzi, segretario provinciale UGL di Potenza
per gli Enti ed Autonomie locali precisando che, “ di notevole
merito rilevante è, inoltre, la completa cancellazione dell’art.
22, che liberalizzava sostanzialmente la ricerca di idrocarburi
mentre, rimane in vita l’articolo 20, che prevede la
definizione, entro sei mesi, di interventi integrativi per lo
sviluppo di infrastrutture nelle zone petrolifere del Paese,
soprattutto per la nostra regione. Il Memorandum firmato nove mesi fa
con il precedente governo – prosegue il sindacalista dell’UGL -
è stato pienamente rispettato e riteniamo che nella partita del
petrolio affrontata nel decreto del Governo le uniche misure passate
sono quelle a sostegno della Basilicata, con la previsione di
investimenti per sei miliardi di euro. La norma messa a punto dal
Governo recepisce tutto nel prevedere investimenti in sviluppo e
attività produttive per il territorio della Basilicata, ma sgombra
il campo da ogni equivoco rispetto alle norme successive, il tutto a
fronte di queste risorse, considerato che, in Basilicata, le
estrazioni potrebbero aumentare da 80mila a 104mila barili di greggio
al giorno, evitando altre trivellazioni rispetto a quelle già
previste dai precedenti accordi. La politica sostenuta dal Presidente
De Filippo oggi concretizza, di fatto, l'invito che il Segretario
Nazionale UGL Centrella– prosegue il sindacalista Velluzzi – ha
inviato al Governo Nazionale ovvero di guardare alla Basilicata come
motore del Sud capitale del Mediterraneo. La norma in via di
approvazione va esattamente in questa direzione. Chiaro è, che tutti
gli aspetti di questa vicenda devono dar subito vita ad un
approfondito confronto in seno al Consiglio Regionale. L’UGL
Basilicata è pronta a collaborare. Di
ogni critica proveniente da chiunque creda che nel proprio corpo si
sia reincarnata l’anima dell'ingegnere Carl Benz, inventore della
benzina, oppure del compianto Enrico Mattei, sinceramente, signor
Presidente non me ne voglia, ne abbiamo piene le tasche.
E’ giunto invece il momento di concorrere tutti alla spinta della
Basilicata per migliorarsi e operare quotidianamente nell’esclusivo
interesse della comunità individuando metodi e percorsi diversi,
senza andare alla ricerca di cavilli e arzigogoli che alimentano e
sostengono una critica che di certo non giova a nessuno nemmeno a chi
costantemente si cimenta a farle”.
