Quanto
è debole la maggioranza che assiste il governo! Oggi in Aula si
votavano le mozioni di sostegno e di indirizzo per la politica
europea del governo. La mozione dell’idv è stata votata a
larghissima maggioranza, a testimonianza che la nostra è una forza
politica responsabile e affidabile, in una parola, di governo. Non a
caso l’esecutivo Monti ha dato parere favorevole.
In
breve, il documento dell’Idv approvato oggi impegna il governo a
proporre a Bruxelles il rafforzamento delle politiche di coesione
europea attraverso misure e provvedimenti che servano a delineare una
vera unione politica del continente con un ruolo maggiore del
Parlamento europeo, con una comune politica fiscale e finanziaria,
con obiettivi comuni per lo sviluppo economico, sociale e culturale
dell`area monetaria. Inoltre, abbiamo chiesto di promuovere azioni
concrete per sostenere una crescita più forte e una politica comune
di difesa. Bisogna subito garantire la stabilità dell`euro,
istituire a livello europeo una tassa sulle transazioni finanziarie
(la cosiddetta tobin tax), proporre un`agenzia di rating europea
indipendente ed autorevole che fermi lo strapotere delle tre sorelle
del rating, sostenere l`emissione degli eurobond. Insomma, da forza
europeista qual è l’Italia dei Valori, abbiamo impegnato il
governo a lavorare per rafforzare l’Unione europea e per favorire
il suo rafforzamento da Europa delle banche a Europa dei popoli.
Ma
oggi, sullo stesso argomento, abbiamo anche assistito, alla debolezza
di quella che è la maggioranza che sostiene Monti: Pd-Pdl-Terzo
Polo. Le tre forze hanno presentato una mozione unitaria. Il Pdl,
appena ne ha avuto la possibilità, ha subito sostenuto alcune
opinabili richieste della Lega, come ad esempio l’introduzione
all’interno della mozione delle origini giudaico-cristiane e il
tentativo di esaltare l’operato “europeista” del governo
Berlusconi. Il Pd ha fatto buon viso a cattivo gioco, ma la mozione
originaria è stata di fatto stravolta. Sia chiaro, per chi come me è
di formazione cattolica, non c’è alcun problema a provare a
inserire nella Costituzione europea il radicamento del cristianesimo,
come peraltro non è un problema, lo ha detto in Aula, neanche per il
presidente Monti. Il punto è che gli emendamenti della Lega erano
solo degli specchietti per le allodole che servivano per verificare
lo stato di salute dell’alleanza col Pdl in vista delle prossime
elezioni amministrative. L’errore di evidente sottovalutazione è
stato tutto del presidente Schifani che ha ammesso emendamenti e
subemendamenti a mozioni che avevano un unico scopo, peraltro
condiviso da tutti tranne che dalla Lega: rafforzare il governo
italiano nella difficile trattativa sui tavoli europei. Invece un
voto per l’Europa si è trasformato nel regalo del Pdl al Carroccio
nel tentativo di dimostrare la propria eterna fedeltà (e
subordinazione).
