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venerdì 9 dicembre 2011

‘A preta scrtt’ di Gaudenzio Calciano vince il Premio de “Il Tempietto d’argento” di Garaguso


Poesie nate dalle pause del lavoro di un fornaio, il mestiere di chi, nelle lunghe notti, prepara, nella bottega del cuore di Garaguso, prelibatezze per la propria comunità. Si chiama “A preta scrtt”, il libro di versi liberi, ispirazioni frammentarie di Gaudenzio Calciano, il vincitore della IX edizione del premio “Il Tempietto d’argento” che si è svolto a Garaguso.

La tavola rotonda è stata moderata dalla giornalista Annamaria Sodano che ha evidenziato il valore di una importante attestazione scritta, genuina nel suo lessico che rende il dialetto forma essenziale dell’identità locale. Una “pietra”, al limite tra Lucania interna e Basso Materano, che continua a essere ‘simbolo familiare’.
“Dell’opera di Gaudenzio – ha affermato il Prof. Ferdinando Mirizzi, Docente di Antropologia culturale dell’Unibas – colpisce la poesia della risonanza che permette di andare oltre l’immaginazione, raccontando emozioni, comunicazioni, stili di vita. Garaguso è – ha aggiunto – simile a uno spazio mitico in cui è possibile ritrovare il senso della vita, della storia dei costumi e delle tradizioni locali”.
Molto gradita la partecipazione dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Rosa Gentile, che – come ha sottolineato il sindaco di Garaguso, Rocco Costanzo – aggiunge lustro a una iniziativa che ha permesso ai bambini di non dover abbandonare il proprio paese per frequentare la scuola. Un intervento importante per Garaguso che permette di tutelare la cultura e il territorio. Sono onorato di insignire del Premio Gaudenzio Calciano – ha detto il Sindaco – perché oltre che alle poesie, il riconoscimento va alla persona e al suo impegno per la crescita di un territorio”. Pensiero condiviso dalla prof.ssa Carmela Biscaglia, Direttore del Centro di Documentazione Rocco Scotellaro di Tricarico che ha evidenziato l’animo sensibile, cortese e intelligente dell’autore.
“È molto bello ascoltare le poesie in dialetto – ha dichiarato l’assessore regionale, Rosa Gentile – apprezzare la nostra cultura e confrontarsi con altre diverse per ricercare punti di riferimento e valori”.
Impeccabile l’intervento del prof. Michele Marra, curatore e traduttore della raccolta di poesie in dialetto di Garaguso, di Gaudenzio Calciano. Marra ha portato all’attenzione dei presenti il tema dell’evocazione della miseria quasi in forma nostalgica e ha evidenziato quanto fossero determinanti i ritmi della natura. E ancora, la neve, forte simbologia per i paesi agricoli. I protagonisti – aggiunge Marra – descritti da Calciano come figure intense, vive, autentiche, dimenticate che incarnano il dramma della loro solitudine ed emarginazione oltre che la profonda dignità e umanità.
Un Premio che merita di continuare a portare all’attenzione della comunità esempi di cultura e trasparenza dei valori umani come quelli di Gaudenzio Calciano - ha detto l’assessore alle Politiche del Lavoro e Sociali della Provincia di Matera, Salvatore Auletta – e partecipare è sempre un grande piacere perché aiuta tutti a ricordare il fascino della semplicità.