Come
nostra consuetudine anche noi ogni anno scriviamo la nostra letterina, questa
però sarà l’ultima, No Scorie ha compiuto otto anni e abbandonerà questa fantastica
corrispondenza per guardare una più cruda realtà. Anche
quest’anno come l’anno scorso non chiederemo doni, il motivo è sempre lo stesso:
c’e la crisi. La
crisi per chi ha poco o nulla non finisce mai, anzi si accentua sempre di più,
allo stato dei fatti i ricchi diventeranno sempre più ricchi e i poveri sempre
più poveri. Il “sistema” o come dicono a Napoli “o sistema” è studiato in modo
che chi fa i debiti possa rivenderli
guadagnando sempre di più, e a pagarli sono poi quei cittadini che il
debito non lo hanno nemmeno contratto. Alcuni
ci classificano come cattivi, e noi per coerenza quest’anno ti chiederemo di
dispensare, risparmiare o togliere qualcosa a chi ha troppo o poco:
Il
cesto di frutta sulla tavola natalizia non è più buono, si è trasformato in un cesto di frutta marcia per
produrre biogas nelle città della frutta;
L’albero
di Natale non serve più, vicino al presepe dei Sassi, i Megawatt. delle pale
eoliche hanno sostituito anche le luminarie;
Porta
da bere al bue e l’asinello di Gorgoglione, la sorgente della montagna dopo 50
anni è diventata arida da quando le trivelle cercano petrolio;
Purifica
l’acqua del Pertusillo: i potabilizzatori non tolgono i metalli pesanti e gli
idrocarburi;
Non
dare soldi all’Università lucana, i professori sono troppo occupati a progettare
le discariche tossiche sulla diga di Senise.
Stacca
il riscaldamento al Consiglio regionale, gli piace bruciare rifiuti e c.d.r negli impianti a "Bio-affari" (oltre 100 mw in progetto) pagati dalla Tarsu
dei cittadini;
Non
fare più analisi in Basilicata e a Fenice, la colpa è degli abitanti di Lavello
che si ammalano subito;
Zero
privilegi, comunque per tutti, non abbiamo bisogno del dipartimento della
monnezza e dell’assessorato agli idrocarburi;
Basta
contratti sul lavoro, alla Sata: dopo 10 anni si torna indietro mentre il
precariato all’Itrec è diventato addirittura nucleare;
Il
combustibile nucleare di Elk River, Saluggia e Caorso non serve, in Italia non
faremo più centrali nucleari;
Per
il freddo Natale porta invece tanti codici civili e penali da bruciare in
Basilicata: con la nostra “ burocrazia criminale “, è più facile autorizzare una trivella e una discarica, che
appendere una Stella Cometa davanti alla porta;
La
poltrona lucana al ministero sviluppo
economico può attendere, sono 40 anni che si svende la Basilicata al nucleare,
alla chimica, ai petrolieri e ora alle lobby dei rifiuti, provocando
emigrazione, danni alle acque, all’agricoltura e alla salute umana;
A
chi vuole un libro puoi portargli il racconto del viaggio dello "Smemorandum in
Camper", per ricordare agli smemorati che la Basilicata ha una storia, una
coscienza e un'identità che non può essere baratta con l’incoscienza,
l’incompetenza, il clientelismo, gli affari o le tessere di partito. A
tutti gli altri e ai cinquemila di Policoro che si sono uniti in una grande
catena umana tra il mare e la terra lucana contro le trivellazioni petrolifere
in Basilicata i nostri sinceri auguri di
Buon Natale.