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giovedì 29 dicembre 2011

NOSCORIE: GEOGASTOCK. DE FILIPPO METTE IN SALDO DI FINE ANNO LA VALBASENTO


Dopo il fallimento del memorandum sulle estrazioni petrolifere, per fine anno il presidente della Regione, Vito de Filippo, mette in saldo la Valbasento con il progetto Geogastock, consegnando la Basilicata alle lobby energetiche. Le estrazioni continuano con i pareri favorevoli del Dipartimento ambiente, mentre dal governo nazionale non arriva il becco di un euro (anzi si parla di una riduzione del misero bonus carburanti). Il valore della contropartita è di 14 milioni euro, più un contentino annuo di 250 mila euro da impegnare per stimolare l'autoproduzione di energia rinnovabile alle imprese della Valbasento. Sicuramente i sindaci potranno rifornire di gasolio lo scuolabus, ma di fronte all’affare in gioco dopo la svendita di una valle che è area Sin (sito nazionale di bonifica) alle società dei rifiuti, arriva il saldo di fine anno in favore dello stoccaggio di gas per il progetto Geogastock. Contro una capacità di stoccaggio di 800 milioni di mc di gas, se regione e sindaci avessero consultato in democrazia i cittadini sul progetto, qualcuno gli avrebbe fatto notare che per dare gas gratis alle famiglie della Valbasento sarebbe bastato neanche il 2% del gas stoccato (50.000 abitanti sono circa 12500 famiglie per un consumo medio di 1200 mc di gas/anno per famiglia). La questione comunque è più intricata dal punto di vista ambientale e della sicurezza che dal punto di vista  economico. I pozzi  esausti da riempire di gas andranno comunque ri-trivellati (work over) e quindi il territorio con le falde idriche subirà nuovamente i processi chimici industriali inquinanti delle perforazioni petrolifere, con buona pace del Basento, dove i pesci muoiono e l’acqua arriva fino alle spiagge del mar Jonio e dove le bonifiche non vengono mai realizzate. Inoltre, manca un piano dell’aria e si vuole realizzare, vicino alla centrale di compressione del gas della Geogastock, anche una centrale a turbogas di 400 MW. Tutto questo mentre andrebbe capito il perché la gente in Valbasento si ammala (a Pisticci secondo quanto appreso dai medici di base nel 2007, su 105 decessi, 55 erano per tumore) e perché si continua sulla riga della servitù energetiche che lasciano il solito piatto di lenticchie al territorio.