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giovedì 8 dicembre 2011

PREMIO THALIA Valorizzare la Basilicata Turistica. NATALE A MATERA: C’E’ CHI VUOLE PRENDERE PER LA GOLA I TURISTI


Per le festività natalizie a far da richiamo turistico a Matera non c’è solo il Presepe vivente con il ricco cartellone di eventi ma c’è anche chi intende prendere i visitatori per la gola con i piatti a cinque stelle della cucina povera lucana. E’ la nuova esperienza dello chef Donato Malacarne proposta, in una magica serata materana e solo per un assaggio, al ristorante Bubbole (Palazzo Gattini, piazza Duomo) dove da qualche tempo ha lanciato una nuova scommessa di gastronomia, sapori, emozioni e sensazioni, in modo da prendere i turisti attraverso tutti i sensi. Dal Don Matteo, ristorante-grotta nei Sassi, a quello per palati di gourmet più esigenti, il passo non è proprio semplice ed immediato. Ma il primo effetto è sicuramente riuscito perché dai piccoli apribocca di Don Matteo sino al semifreddo di gioventù agli amaretti e mandorle a sorreggere lo sforzo è la creatività di sempre con l’uso, senza alcuna eccezione, dei prodotti solo e rigorosamente lucani. Così è possibile scoprire che il tartufo nero di Roccanova non ha nulla da invidiare a quelli più nobili (e costosi) specie se accompagna scorzette (orecchiette) di casa ed è abbinato a riccioli di primo sale (formaggi freschi dei maestri caseari materani). E se la melanzana rossa di Rotonda, i peperoni cruschi di Senise, le patate del Materano, i salumi corposi, la pezzentella, gli asparagi e il finocchietto selvatico non possono assolutamente mancare dai piatti a cinque stelle della cucina povera lucana, l’apoteosi, per restare al clima prenatalizio, è la cupoletta di baccalà su purea di ceci neri (altro prodotto in via di estinzione) e spumone di patate. Ad abbinare i vini, in questo caso con una licenza consentita per la scelta di vini extraregionali (anche se a fine cena è di rigore un sorso di passito del Vulture) il giovane rampollo Matteo Malacarne, già sicuro nella scelta ed efficace nelle informazioni anch’esse necessarie.
Per il Centro Studi Turistici Thalia, che candida la cucina di Malacarne ad un nuovo prestigioso riconoscimento da aggiungere alla già nutrita bacheca personale, è un esempio sapiente di gastronomia dal forte richiamo. Si pensi che nel 2010 il 5% delle vacanze in Italia è stato motivato da interessi legati all’enogastronomia, la domanda turistica in questo ambito specifico risulta composta principalmente da stranieri, mentre  gli italiani rappresentano il 35,7% dei “turisti enogastronomici”. 

Le destinazioni preferite per il turismo enogastronomico sono la Toscana (15,9%), l’Emilia Romagna (10,6%) e la Puglia (8%); durante il soggiorno i turisti hanno speso mediamente 82 euro pro-capite per l’acquisto di beni e servizi, escludendo viaggio e alloggio.
Internet ha inciso sull’orientamento delle scelte di questa tipologia di vacanza per il 37,7% dei clienti; le attività prevalenti alle quali si dedica il turista sono nell’ordine di preferenza: le escursioni sul territorio, le degustazioni di prodotti tipici, la visita a musei e/o mostre.


Il Centro Studi Thalia ha inoltre condotto un’indagine qualitativa attraverso un sondaggio sui cosiddetti “enoturisti” che ha fatto emergere come la qualità del territorio sia il primo elemento che caratterizza la scelta della meta per i turisti enogastronomici. Tale dato sottolinea quanto sia forte il legame tra territorio e prodotti della filiera enogastronomica e quanto questo legame sia in grado di caratterizzare l’offerta turistica di una destinazione diventando, nel contempo, strumento di promozione capace di rappresentare il territorio stesso sul mercato. E sempre nelle vacanze di nicchia, gli enoturisti sono disposti a spendere molto più dei normali viaggiatori: un “viaggiatore gastronomico” in vacanza sborsa quasi 200 euro al giorno contro i 90 euro della media nazionale.

Nel complesso, il turismo enogastronomico vanta in Italia un giro d’affari che oscilla fra i 3 e i 5 miliardi di euro, grazie a 4-5 milioni di turisti enogastronomici tra stabili ed occasionali. Per superare la fase di crisi economica internazionale e nazionale che si ripercuote direttamente sul turismo (anche da noi) ed è destinata ad avere effetti negativi anche nel 2012, quella dello chef Donato Malacarne è decisamente una “ricetta” efficace tanto più che alle destinazioni classiche dotate di un brand territoriale forte cresce la ricerca di nuove mete e capitali del buon gusto proprio come Matera.