Sequestrata la discarica di amianto di Cappella Cantone (CR). Verità e
giustizia, questo chiedevamo, questo abbiamo ottenuto. La nostra tenacia e la
nostra determinazione hanno vinto. Ricordiamo che domani 1 dicembre a Cremona
presso il CISVOL via S. Bernardo, 2 alle ore 17.30 faremo una conferenza stampa
in cui oltre a presentare l’iniziativa del 20 dicembre a Bruxelles affronteremo
in modo più approfondito alcuni aspetti di queste ultime vicende.
L’ex cava Retorto di Cappella Cantone (Cr), che la Regione Lombardia aveva
da poco autorizzato ad essere adibita a discarica di rifiuti di amianto, è stata
messa sotto sequestro nell’ambito di un’indagine che sapevamo era in corso da
tempo e che ha portato all’arresto, tra gli altri, del vicepresidente del
Consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani (PdL) e di Giuseppe Rotondaro,
coordinatore degli staff della direzione generale dell’ARPA Lombardia con
l’accusa di traffico di rifiuti illeciti e corruzione. Altri clamorosi sviluppi
si attendono nelle prossime ore e potrebbero essere coinvolti altri politici
anche locali. Tra gli arrestati pare ci sia anche l’imprenditore marito dell’ex
ministro Gelmini. Dalle ultime notizie apprendiamo che è stato arrestato
anche il titolare della Locatelli, azienda che noi per primi e da tempo abbiamo
indicato come pericolosamente infiltrabile dalla malavita organizzata.
Ricordiamo che la Locatelli ha sede a Bergamo e aveva rilevato il 100% delle
quote associative della Cavenord, intestataria della domanda di autorizzazione
della discarica di amianto di Cappella Cantone. Pare che il titolare della
Locatelli pagasse tangenti persino ai proprietari dei terreni limitrofi all’ex
cava Retorto perché riducessero l’irrigazione dei campi, in modo da tenere bassa
la falda acquifera. (vedi il nostro comunicato dettagliato in
http://cittadinicontroamianto.blogspot.com/2010/08/la-discarica-non-sha-da-fare-cappella.html)
Abbiamo sempre denunciato l’intreccio tra malaffare e politica nella nostra
battaglia contro la discarica in questi quattro anni, lo abbiamo sostenuto
nell’esposto che abbiamo presentato alla Procura di Cremona nel 2009, lo abbiamo
ribadito agli inquirenti che ci hanno ascoltato e con cui abbiamo
collaborato.
Non ci siamo mai rassegnati, abbiamo continuato a combattere con ogni mezzo
e ora abbiamo raggiunto un importante risultato nonostante che avevamo come
avversari non solo i pochi favorevoli alla discarica, ma anche coloro i quali
diffondevano a piene mani, fino a ieri, rassegnazione e sfiducia per rendere
ininfluente la nostra battaglia, oltre all’assessore regionale alla partita,
Daniele Belotti (Lega), che voleva tapparci la bocca con una querela per
diffamazione, perché avevamo denunciato pericoli di infiltrazione della
n’drangheta.
La battaglia contro il malaffare e l’intreccio politica-n’drangheta per noi
non è affatto conclusa e continuerà finché non sarà fatta giustizia a tutti i
livelli e finché non avremo ottenuto la moratoria degli iter autorizzativi di
tutte le discariche di amianto e l’annullamento delle autorizzazioni già
concesse. Noi vogliamo che lo smaltimento dell’amianto sia pianificato e
programmato insieme ai cittadini delle aree interessate e che non sia più fonte
di profitti più o meno leciti. Questo sarà possibile solo quando avremo la
garanzia che i controlli ambientali non siano più fatti dall’ARPA che è
un’emanazione diretta della giunta della Regione Lombardia, ma da un organismo
terzo, indipendente dai partiti.
Le nostre posizioni saranno ribadite a Bruxelles il prossimo 20
dicembre quando presenteremo la nostra petizione al Parlamento Europeo in
occasione della consegna delle migliaia di firme che abbiamo raccolto in questo
ultimo mese contro la discarica di amianto di Cappella Cantone (CR).
Per comprendere ancor meglio la vicenda di Cappella Cantone ricordiamo
brevemente ruoli e funzioni svolti in questi ultimi 15 anni da Franco Nicoli
Cristiani e da Giuseppe Rotondaro.
Franco Nicoli Cristiani è stato assessore regionale in Lombardia
all’ambiente e poi al commercio, consigliere regionale dal 1995. E’ stato
condannato in appello per abuso di ufficio nell’inchiesta della discarica di
Cerro Maggiore, poi scagionato nel 2008 in Cassazione per insussistenza del
fatto. Quando è in pieno svolgimento la vicenda della discarica di Cappella
Cantone, il 13 gennaio 2009 diventa vice coordinatore regionale e responsabile
della macroarea di Bergamo-Brescia-Mantova-Cremona per il PdL.
Giuseppe Rotondaro, geologo, è stato sempre all’interno di strutture
regionali della Lombardia che si occupavano di ambiente. Dal 1997 è dirigente
dell’ufficio e poi del servizio Protezione Ambientale e Sicurezza Industriale
della Direzione Generale Tutela Ambientale della Regione Lombardia e dal 2001
direttore generale vicario di questa stessa direzione generale. Dal 2008 è
direttore centrale dell’ARPA Lombardia e poi coordinatore delle funzioni di
staff della direzione generale dell’ARPA Lombardia. In base alla nuova normativa
regionale le nomine dei vertici dell’ARPA sono fatte direttamente dalla Giunta
regionale e non c’è più il passaggio in Consiglio.
Ricordiamo di seguito i punti oscuri della vicenda che da sempre abbiamo
denunciato nel nostro dossier, nei nostri comunicati e nei nostri volantini
distribuiti a migliaia nei numerosi presidi di questi anni e nei nostri
banchetti di questo ultimo mese per raccogliere le firme per la petizione al
Parlamento Europeo. E ricordiamo anche che la ditta che voleva gestire la
discarica, la Locatelli, aveva dato in passato lavori in subappalto a ditte
risultate poi infiltrate dalla n’drangheta (vedi il nostro comunicato
dettagliato in
http://cittadinicontroamianto.blogspot.com/2010/08/la-discarica-non-sha-da-fare-cappella.html)
Cronaca di un disastro annunciato. Fatti e misfatti della storia della
discarica di amianto di Cappella Cantone (Cremona)
Antefatto
Nel novembre 2005 la ditta Seraco presenta in comune di Cappella Cantone la
richiesta relativa alla discarica di amianto, ma l’Opera Pia Robbiani,
proprietaria del terreno si oppone alla vendita
I14 giugno 2007 Cavenord, che intanto ha acquistato la Seraco, firma un
contratto di acquisto con un privato per il terreno adiacente a quello della
Fondazione Pia Robbiani per 2 milioni e mezzo di euro, circa sei volte il valore
di mercato e il 21 agosto fa domanda alla Regione Lombardia per realizzare la
discarica in località Cascina Retorto
La strana storia del piano rifiuti
Nell’ottobre 2007 il Piano rifiuti della provincia di Cremona viene inviato
in Regione. Non prevede discariche di amianto ma impone un vincolo di 5 km tra
impianti di discarica. La Regione impone la cancellazione di questo
vincolo (può avere qualche attinenza che tra il progetto di discarica di amianto
nella ex cava Retorto e la discarica chiusa di rifiuti solidi urbani di Corte
Madama ci sono solo 500 metri di distanza?). Questo è un fatto curioso perché
è la stessa normativa regionale che lo prescrive! Nelle linee guida che la
Regione Lombardia dà alle Province per la predisposizione dei piani rifiuti,
pubblicate sul BURL il 15 febbraio 2008, vi è l’indicazione di stabilire alcuni
limiti da rispettare nella localizzazione di nuovi impianti a discarica, in
particolare una distanza minima dagli impianti già in esercizio esauriti o da
bonificare. Vi è anche una specifica circolare del 6 agosto 2007 di
Raffaele Tiscar, direttore generale Reti e servizi pubblica utilità e sviluppo
sostenibile della Regione Lombardia, in cui invita le Province a prevedere nei
loro Piani distanze minime fra discariche, esaurite o da bonificare.
Le delibere mai scritte o scritte "ad hoc"
Nel settembre 2009 la commissione ambiente regionale approva i criteri da
applicare nella localizzazione dei siti che dovranno ospitare le discariche per
rifiuti speciali. Il limite minimo di profondità della falda é fissato a 5 metri
. Ma la commissione é solo consultiva, l’assessore competente per
l’autorizzazione della discarica ignora questi criteri e l’argomento non verrà
neppure trattato dal consiglio regionale (eh già, la falda nell’ex cava Retorto
è a 50 centimetri!).
Avevamo sperato che il progetto della discarica di amianto si fermasse
perché vi erano delle incongruenze con il piano cave. Ma ecco che arriva una
nuova delibera, n.1594 del 20/11/2010, con cui la Giunta regionale, di fatto,
esautora la provincia sul piano cave, esercitando un atto di indirizzo verso
quest’ultima su argomenti di competenza delle singole provincie. E’ stata
approvata in corso d’opera, pensando di creare un nuovo quadro normativo senza
più ostacoli per la realizzazione della discarica, anzi delle discariche, nelle
ex-cave. Traducendo: per coprire atti esplicitamente fuori dalle norme, si
approvano delibere per annullare la illegalità!
La ‘fantasia al potere’. Il caso dell’ARPA di Cremona
A metà novembre dell’anno scorso tutti noi, quelli contrari alla discarica
di amianto di Cappella Cantone, avevamo cantato vittoria. Le misurazioni
dell’altezza della falda acquifera fatte dall’ARPA di Cremona avevano stabilito
che non venivano rispettati i famosi due metri di altezza fra il fondo della
discarica e la falda per cui la Regione Lombardia aveva scritto a Cavenord che
se non modificava il suo progetto entro dieci giorni questo sarebbe stato
respinto. Evviva! Passano dieci giorni, passa un mese, due mesi. Tutto tace. Si
scopre poi, PER CASO, solo perché un sindaco ha sollecitato la Regione, che sono
state presentate in tempo utile (?) le modifiche, che queste consistono
nell’aggiungere uno strato di m 1,40 di materiale isolante e che l’ARPA prosegue
tranquillamente le misurazioni della falda "facendo finta" che esista questo
strato aggiuntivo di terreno. Domanda alla giunta: perché non è stato subito
reso noto che le modifiche erano state presentate? La normativa sulla
trasparenza lo prevede.
Che esistano falde affioranti in quella zona lo sanno tutti senza scomodare
i tecnici. Basta un semplice temporale per allagare l’ex cava Retorto e i
torrenti e le rogge della zona facilmente esondano. Lo abbiamo documentato con
foto più di una volta, nel settembre 2007 e nel febbraio 2009. Nel giugno 2010
si è verificato addirittura un ulteriore innalzamento della falda. Infatti dopo
circa due mesi di forte siccità, in meno di sei ore di pioggia consecutiva
l’area si è quasi completamente allagata. Ma per i tecnici dell’ARPA non è un
problema, anzi per il dirigente dell’ARPA di Cremona che, guarda caso, è anche
consigliere comunale di Cremona per il PdL, lo stesso partito di Formigoni,
Rossoni ecc..
Il comportamento "schizofrenico" della giunta provinciale di
Salini
Nel corso dei procedimenti per la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)
la giunta Salini (PdL-Lega) esprime parere negativo al progetto di discarica di
amianto di Cingia de’ Botti e positivo per quella di Cappella Cantone. Le sue
motivazioni per respingere il progetto di Cingia de’ Botti: presenza di acqua
effimera superficiale, situazione viabilistica (Strada statale Giuseppina)
critica in termini di incidentalità, zona inserita nel piano faunistico e
venatorio come zona di ripopolamento e cattura, presenza di aree circostanti
individuate come DOP e IGP, sono in previsione due grandi progetti (un
insediamento industriale e un circuito auto motociclistico).
Il sito di Cingia de Botti respinto e il sito di Cappella Cantone approvato
dalla medesima giunta? Eppure a Cappella Cantone vi è un’ instabilità
idrogeologica ben più grave di quella paventata a Cingia de’ Botti e vi è anche
la presenza di fontanili; la situazione viabilistica è critica (strada statale
Paullese), nelle vicinanze vi sono due stabilimenti agro-alimentari tra i più
importanti in Italia, a 500 metri vi è una discarica di rifiuti solidi urbani in
fase di post chiusura.
Da notare che il peso della giunta provinciale in un procedimento di
autorizzazione ambientale è notevole e, difatti, la Regione respinge,
giustamente, il progetto di Cingia de’ Botti e approva quello di Cappella
Cantone.
Tadi, sindaco di Cappella Cantone, un uomo per tutte le stagioni.
Il sindaco Tadi, fino ad un certo punto, si è sempre dichiarato
pubblicamente contro la discarica ma si è guardato bene, soprattutto prima delle
scorse elezioni amministrative del giugno 2009, di rendere noto che già il 18
maggio 2009 aveva inviato agli uffici regionali della valutazione di impatto
ambientale il suo parere tecnico non escludente con prescrizioni. E ancora: il
comune di Cappella Cantone ha stipulato una convenzione con Cavenord nell’agosto
2009, molto prima che fossero rilasciate le autorizzazioni. Tadi sostiene che
questo atto è stato firmato per il bene della sua comunità, peccato che non lo
ha dichiarato subito, quando ancora gli altri sindaci lo ritenevano contro la
discarica, ma solo quando il fatto è stato reso noto sulla stampa locale.
Cittadini contro l’amianto
d.ssa Mariella Megna
Giorgio Riboldi
Cittadini contro l'amianto della provincia di
Cremona