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venerdì 2 dicembre 2011

LA CROAZIA STATO MEMBRO NEL 2013 Patriciello: “Un traguardo importante nell’ambito della politica di adesione europea”


Si è conclusa ieri la seduta di Sessione plenaria del Parlamento Europeo a Bruxelles. Tra le proposte approvate quella di ieri sull’adesione della Croazia all’Unione Europea. Così come richiesto dai Trattati, l’Europa avrà il suo ventottesimo Stato membro verosimilmente il primo luglio del 2013. Prima di questa data ci sarà un solo passo da compiere: quello della firma del Trattato di adesione, previsto per l’8 dicembre, e la successiva ratifica da parte di tutti i ventisette Stati europei.
Ci troviamo di fronte ad un altro passo importante che l’Unione Europea sta facendo nell’ambito della politica di adesione e di allargamento. – ha affermato l’On. Aldo Patriciello - La Croazia, in particolare, ha presentato domanda di adesione nel febbraio del 2003 e il suo status di paese candidato è stato deliberato dal Consiglio nell’anno successivo, mentre i negoziati di adesione sono iniziati nel 2005.
L’approvazione della candidatura è scaturita dall’importante traguardo che la Croazia ha raggiunto nel suo processo di integrazione all’UE contribuendo in modo decisivo alla sua trasformazione in una democrazia solida e matura fondata su valori europei. Una sfida che dovrà continuare anche in futuro; per questo il Parlamento europeo ha invitato Zagabria ad affrontare le sfide restanti, in particolare quelle nel campo della riforma giudiziaria e della lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata. Un sistema giudiziario efficiente - continua l’Europarlamentare - è fondamentale per lo sviluppo economico e il rafforzamento della fiducia dei cittadini nello Stato di diritto”.
Nel documento viene evidenziato che il processo di pre-adesione sarà monitorato dal Parlamento che, nel contempo, invita la Commissione europea a tenerlo informato su come le autorità croate terranno fede agli impegni assunti in sede negoziale. Tra questi emerge anche quello sulle politiche del lavoro e sul sostegno all’economia.
Il Parlamento incoraggia infatti la Croazia a rafforzare i diritti sindacali e del lavoro inclusi quelli riguardanti la parità di genere. Invita poi lo Stato, alla luce dei problemi economici, a proseguire le riforme strutturali dell’economia promuovendo occupazione, sostegno alle PMI e competitività.