Non avremo pace in
Basilicata fino a quando il materiale nucleare delle barre di Elk River e i residui di riprocessamento
resteranno in Basilicata.Timidi tentativi di restituzione del materiale nucleare
agli U.S.A sono stati fatti dal sottosegretario Letta, ma poco incisivi in
considerazione del fatto che
gli Stati Uniti a fine marzo di quest’anno hanno raggiunto un accordo con
l’India per il ritiro delle scorie radioattive derivanti da impianti nucleari
civili, a seguito di lavorazione del combustile nucleare (quindi trattamento o
riprocessamento). Perché tutto questo non vale per l’Italia e in particolare per
le barre americane di Elk River riprocessate presso il centro nucleare della
Trisaia? Per ironia della sorte l’India è l’unica nazione al mondo che utilizza
anche il ciclo uranio-torio proprio come l’impianto Itrec di
Rotondella. Il referendum sul nucleare ha
bloccato non solo le centrali, ma anche quei business collegati alla lavorazione
del combustibile nucleare e del trattamento dei rifiuti nucleari. Ora ,nel
panorama nucleare mondiale siamo nella chiusura del primo ciclo nucleare (le
centrali durano in media quaranta anni) e si aprono le fasi del decommissioning.
Le centrali dovranno essere demolite e produrranno montagne di rifiuti nucleari
da lavorare e sistemare in sicurezza. Tanti soldi che le comunità dovranno
pagare ai gestori dei rifiuti per la messa in sicurezza nei depositi
nucleari. Allo stato attuale quindi a cosa
servirebbe mai avere del combustibile nucleare in Italia, se non ad avere altri
costi di gestione per la custodia controllata? Sogin purtroppo già voleva portare
altri rifiuti all’Itrec dalla Casaccia di Roma, nel silenzio istituzionale della
Regione Basilicata. Accade che mentre si predica il sito unico, si cerca di
utilizzare i siti esistenti per stoccare altre scorie,quindi addio al prato
verde tanto evocato. Perso il treno del decommissioning
internazionale e del trattamento del combustile nucleare Sogin in Italia
continua a chiedere il sito unico nazionale, evocando la sistemazione delle
scorie medicali sparse per la penisola (di tipo liquido e solido di prima e
seconda categoria). Intanto all’Itrec sarà realizzata una linea di trattamento
dei rifiuti liquidi ad alta attività (necessaria per la messa in sicurezza), ma
di cui non si prevede un programma dettagliato di smantellamento a fini lavori e
sistemazione come rifiuto nucleare. Se potenzialmente la linea ICFP potrebbe trattare altri rifiuti in Basilicata di scorie medicali ne produciamo
in quantità pari allo zero, anzi qui chiudono pure gli
ospedali.
