Sottoscritto il
contratto di filiera.
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tra soggetti beneficiari e partner e una dotazione pubblica di circa
7 milioni e 200mila €: queste le cifre del Pif (progetto integrato
di Filiera) “Carni Lucane” approvato dalla Giunta Regionale, di
cui la Federazione Coldiretti Basilicata, insieme agli enti locali e
ad alcune associazioni è stata promotrice. “Carni Lucane” si
presenta come un progetto integrato di filiera corale, capace di
unire tutti gli attori del comparto zootecnico lucano (imprese,
associazioni di categoria e professionisti altamente qualificati) al
fine di migliorare e garantire la qualità, promuovere e sviluppare
le potenzialità della zootecnia regionale. Infatti, oltre alle
misure individuali che prevedono l’ammodernamento delle imprese
agricole, il rafforzamento della trasformazione e della
commercializzazione e la diversificazione delle aziende, sono stati
finanziati all’interno del Pif, i progetti delle misure strutturali
del Psr che comprendono lo sviluppo dei sistemi di comunicazione,
formazione e informazione, la sperimentazione, la promozione,
l’assistenza tecnica e la qualità e la ricerca. Carne podolica e
Agnello delle dolomiti lucane, saranno le eccellenze capaci di fare
da volano all'intero comparto zootecnico lucano. Il Pif “Carni
Lucane” è a tutti gli effetti una filiera Made in Basilicata
firmata dagli agricoltori, che ha nella qualità, tracciabilità,
benessere animale, etichettatura chiara, rispetto dell'ambiente e
sicurezza alimentare i suoi principi ispiratori. Infatti, la
produzione e commercializzazione degli alimenti prodotti dalle
aziende beneficiarie del Pif, si fregerà del marchio Italialleva (il
marchio nazionale, definito dall’Associazione Italiana Allevatori
A.I.A. d’intesa con il Ministero delle Politiche Agricole, le cui
linee guida in materia di igiene, sicurezza e tracciabilità,
specifiche per la produzione primaria, sono state validate dal
Ministero della Salute). Carni lucane, inoltre, rende protagoniste
della filiera anche le aziende che si sono aperte alla
multifunzionalità, diversificando le loro attività. In
quest'ottica, infatti, tra i progetti approvati, c'è anche quello di
Terranostra Basilicata, che ha deciso di impegnarsi in prima persona
per la valorizzazione e la promozione delle attività agrituristiche
legate alla zootecnia.
“Un
progetto, quello delle Carni Lucane- ha affermato Rocco Pafundi,
allevatore di podolica di Acerenza, capofila del PIF - che ha le
carte in regola per essere vincente perché partendo dalle risorse e
dalle peculiarità del comparto zootecnico regionale (Podolica,
Agnello delle dolomiti lucane, salumi del Pollino) punta su
innovazione e integrazione, mettendo in rete i diversi attori della
filiera, dagli allevatori alle macellerie, supportati e coadiuvati da
professionisti qualificati. Un progetto integrato di filiera
fortemente voluto da Coldiretti Basilicata, perché premia chi
davvero fa impresa, produce reddito e ha deciso di investire in prima
persona per la crescita del Made in Basilicata.”
