Sabato 10 alle ore 21.00 e domenica 11
dicembre alle 20.00, debutterà presso il Teatro Comunale di Massafra il nuovo
spettacolo della compagnia AltraDanza: L’attesa.
Ispirato all’ Aspettando Godot di Samuel Beckett lo
spettacolo prova a tradurre attraverso i corpi e i gesti quel senso di
solitudine e di ineffabilità propri dell’opera beckettiana, il senso della vita
e della morte, l’incontro tra due persone ai limiti della propria esistenza ma
ancora incapaci di arrendersi, l’irriducibilità dell’amore e dell’amicizia.
Aspettando
Godot è diventata nel tempo un’opera riferimento, lo stesso Godot, sempre
atteso e mai giunto, è stato interpretato in mille modi, è entrato a far parte
dei modi di dire, delle canzoni, senza che mai lo stesso Beckett ne abbia dato
una identità.
Con questo spettacolo AltraDanza riscrive il proprio
rapporto con il movimento e con l’opera letteraria. In scena, diretti da
Domenico Iannone, due danzatori ormai storici della compagnia: Fabrizio delle
Grazie e Grazia Micoli e insieme a loro due protagonisti d’eccezione: il ritorno
alla danza dello stesso Domenico Iannone e la partecipazione straordinaria di
Vito Signorile.
In occasione del debutto, la compagnia, con il contributo
di Dansystem, The Puglia Dance Network – P.O Fesr Puglia 2007.2013 Asse IV,
promuove un rapporto speciale con il territorio di Massafra in collaborazione
con la residenza teatrale Teatro le Forche. Intorno all’attesa è infatti il titolo
del progetto di promozione e formazione del pubblico della danza che ha visto un
laboratorio per danzatori semiprofessionisti condotto da Domenico Iannone presso
la scuola Russian Ballet nei giorni 1, 2 e 3 dicembre e che vedrà il 10 dicembre
alle 19.30 un seminario di approfondimento condotto dalla docente di storia
della filosofia contemporanea Francesca Romana Recchia Lucani e
dall’organizzatrice teatrale Clarissa Veronico dal titolo “il gesto e la
distanza” e il giorno 11 dicembre alle ore 19 un seminario di accoglienza del
pubblico in cui Giancarlo Luce, attore fondatore della compagnia Teatro Le
forche, leggerà alcuni racconti brevi di Beckett.
Sinossi:
L’attesa
Liberamente
ispirato all’opera di Samuel Beckett
Coreografie Domenico Iannone
con
Fabrizio Delle Grazie, Domenico Iannone, Grazia Micoli
e con
la partecipazione di Vito Signorile
luci
Vincent Longuemare
cura
del progetto Clarissa Veronico
Due persone si incontrano, hanno una vita in comune e più
niente. Poi ne incontrano altre due, hanno una dipendenza in comune e più
niente. Girano intorno alla loro vita per passarla, attraversarla, superarla, e
aspettano. Si amano e non si sopportano. Si abbracciano e si rifiutano. Sono
tanto vicini da farsi male. Sono persi in un tempo atemporale, in uno spazio
vuoto. Vorrebbero impiccarsi.
L’attesa è
una visione, è dedicato alle visioni di Beckett.
Tra Beckett e la danza: Il corpo è prepotente, il
corpo è mancante. Per chi fa danza la lezione del corpo è ogni giorno è una
lezione di perdita e di riappropriazione. Una riappropriazione destinata a
modificarsi nel tempo, il corpo segue il suo mutarsi e per quanto allenato e
capace di superare i propri limiti, il corpo è il primo limite con cui un
danzatore deve confrontarsi. Questo è un primo pensiero, un pensiero da
rimuovere, contro cui lottare, a cui non soggiacere, eppure è là, è il senso
dell’inesorabile, della potenza e della sconfitta. Rileggere l’opera di Beckett
è questo pensiero. Osservare i suoi personaggi, quello che dicono, come si
arrendono, come si superano, è la testimonianza della prepotenza della vita,
anche la vita vicina alla morte, è ancora vita. Nei loro corpi c’è sciatteria,
puzza, piedi dolenti, abbracci mancati, prigionia, ma non sono mai capaci di
morire.