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martedì 6 dicembre 2011

AL MESSIA GIANNETTI


Quando gli Americani sbarcarono in Normandia, lo fecero per la oggettiva gravità delle vicende belliche, causate dai Regimi dittatoriali che a quel tempo tormentavano i popoli dalla fascia Mittel-Europea fino a quella Mediterranea.
Gli “Alleati”, guidati dalla sapiente esperienza, sia Militare che Politica, del Generale Eisenhower approdarono dalle Nostre parti per combattere, in modo più o meno discutibile, una travagliata, sanguinolenta, ma necessaria battaglia, che aveva però come fine ultimo la riconquista della Libertà perduta. Suona dunque come volgare e ridicolo, lo scimmiottare, in modo più o meno consapevole, le valorose Gesta degli Americani di quel tempo, da parte di un sedicente movimento, avente come pur nobile fine quello di liberare la Lucania, da Holding petrolifere abusive, attraverso azioni di carattere esoterico, per opera definita come “Miracolo Lucano” rispetto a cui, solo gli “Illuminati” e gli iniziati, possono avere accesso alla rivelazione delle verità nascoste.
Anche questa volta, ironia della storia, come condottiero ci ritroviamo in casa un Americano, con tutte le dovute distanze dallo statista Repubblicano eletto Presidente degli USA nel 1953.
Isaia Giannetti, il cui nome è conosciuto nelle scritture Bibliche come il “Salvato da Dio”, ha deciso Lui questa volta di restituire al Signore il debito della salvezza e, approdato sulle coste della Nostra Basilicata, ha ingaggiato questo “Risiko” ideologico contro il sistema delle estrazioni petrolifere della Val d’Agri, opponendo delle quanto meno contraddittorie ragioni di carattere ambientale, coniugate acrobaticamente alle ricadute economiche, da rivendicarsi a vantaggio della terra Lucana.
Ci spieghi infatti l’esimio “Teacher” , mettendosi d’accordo con la propria coscienza, se è opportuno interrompere le trivellazioni per cercare l’oro nero in Basilicata, per non impattare contro la natura – tesi che sostiene i giorni pari- oppure proseguire nelle estrazioni, e chiedere un adeguamento delle Royalties, pena la secessione dal resto dell’Italia – tesi che sostiene nei giorni dispari. Ci faccia capire insomma se persegue le ragioni della ecologia o quelle della economia territoriale.
Ci spieghi ancora il perché di una così antistorica richiesta di autonomia Lucana che, in controtendenza con quanto sostenuto dai “modesti” Padri Costituenti, la vedrebbe riconvertita a “Statuto Speciale”, attraverso non già dei passaggi Parlamentari previsti dalla “fastidiosa” Costituzione, ma attraverso pseudo- referendum propositivi che non esistono in terra.
Ci spieghi infine, se non è di troppo disturbo, come potrebbero essere appetibili da domani le Nostre risorse , da parte delle società petrolifere mondiali, se le quote delle Royalties venissero d’un colpo elevate al 50%. Chi avrebbe interesse ad estrarre più in Basilicata dopo un salasso simile?
Quali legittime ambizioni, di carattere strumentale e soprattutto Politico, si celano dunque dietro questo apparentemente nobile e disinteressato progetto di democratizzazione della Basilicata?
Credo che le coscienze dei Lucani e dei Materani indubbiamente debbano rianimarsi, per costruire una nuova e civile coabitazione sociale, invertendo la rotta della passività rispetto agli eventi che ci vengono calati dall’alto; ma personalmente credo anche che pare quantomeno offensivo il fatto di dover sentire il Nostro orgoglio e la Nostra Storia, richiamati all’ordine, ieri da Magdi Allam, oggi da Isaia Giannetti, con i panni dei “Messia”, provenienti da terre lontane.