“In occasione della Giornata Mondiale contro la
violenza sulle donne è giusto ricordare che tra i 14 migliori provvedimenti
legislativi per le donne vigenti in Europa non è presente alcuna legge italiana.
E’ quanto emerge da una ricerca condotta dall’associazione francese ‘Choisir la
Cause des Femmes’. La tutela e la difesa della donna, anche in un Paese civile
come il nostro, non sono assicurate. La legge sullo stalking da sola non basta,
è necessario dare maggior ascolto e maggior spazio alle donne, specie quelle
vittime di violenza”. Lo ha detto Brunella Massenzio, responsabile regionale
Donne dell’Italia dei Valori della Basilicata, che lo scorso lunedì ha moderato
il convegno ‘Le 14 leggi europee migliori per le donne’, promossa dalla
senatrice dipietrista Giuliana Carlino e sostenuta dal Dipartimento Nazionale
Donne dell’IdV. “L’obiettivo dell’IdV è di realizzare politiche unitarie e
armoniose nell'ottica di una cittadinanza europea, che estenda alle 200 milioni
di donne residenti in Europa tutele e diritti già conquistati in alcuni Paesi,
ma non ancora recepiti in altri. Le 14 leggi, scelte come modello di
riferimento, riguardano la scelta di procreare, la Famiglia, la Violenza, il
Lavoro e la Politica. Proprio sul tema della Violenza è giusto focalizzare
l’attenzione, sono 4 le leggi scelte: violenza coniugale, Spagna; stupro,
Francia; prostituzione, Svezia; molestie, Lituania. In Spagna l’educazione e il
rispetto per la donna viene affrontato nelle scuole, vengono portate avanti
campagne di sensibilizzazione verso la violenza di genere. In Francia, il
provvedimento legislativo sullo stupro prevede il riconoscimento giuridico dello
stesso come reato con ampliamento della definizione legale e campo
d’applicazione. La Svezia è per l’abolizione della prostituzione, per la
penalizzazione del cliente, per l’impunità concessa alle prostitute, per la
creazione dei centri di accoglienza volti alla reintegrazione sociale e per la
protezione di coloro che denunciano il protettore e la tratta. Il provvedimento
della Lituania riguarda le disposizioni relative alle molestie presenti sia nel
Codice del Lavoro che nella legge di parità tra donne e uomini. L’Italia dei
Valori si sta impegnando, in prima linea, con una petizione volta a
sensibilizzare la Commissione Europea ad esprimere un orientamento verso gli
Stati membri che partirà da gennaio 2012”.
