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venerdì 11 novembre 2011

SCORIE DA CASACCIA ALL’ ITREC: SOGIN CHIARISCA ED EVITI ENFASI MEDIATICA SU INVESTIMENTI DEL DECOMMISIONING.

Gli amministratori Sogin sono in giro  nei centri nucleari italiani per  presentare il proprio piano industriale  con i relativi investimenti per le  opere di decommisioning delle centrali e messa in sicurezza dei depositi e degli altri impianti nucleari (come l’itrec di Rotondella).  E’ loro compito,  infatti, sistemare in sicurezza i rifiuti radioattivi italiani dopo la   stagione del nucleare italiano già bocciata dal popolo italiano con ben due  referendum nazionali, nel 1987 e nel 2011. Il piano industriale di Sogin per il decommissioning è presentato  nei  comuni nuclearizzati alle organizzazioni imprenditoriali come occasione economica e di sviluppo del  territorio. Una forma di promozione delle  attività nucleari nei comuni che il nucleare già lo ospitano in vista del  futuro investimento nazionale collegato al deposito nazionale di scorie  nucleari. Quest’ultimo, poco gradito alle popolazioni e già respinto in  Basilicata per ben due volte (negli anni 1978/80 a Stigliano e nel 2003 a   Scanzano Jonico). Giacché si stanno spendendo soldi pubblici derivanti dal  versamento in bolletta (codice A2)  dei cittadini per operazioni di messa in  sicurezza di rifiuti altamente pericolosi, non possiamo mediaticamente  accettare come occasioni di sviluppo per i territori, il decommissioning (http://www.sogin.it/Articolo/86), ma semmai come sacrificio economico delle  popolazioni per rimediare agli errori di governi che hanno sbagliato le  scelte energetiche di una nazione. I rifiuti in genere, e soprattutto, quelli  nucleari, non hanno mai portato benefici ai territori ospitanti, se non problemi di sicurezza e impatto negativo sulle economie locali. Invitiamo invece la Sogin a fornire chiarimenti sul tentativo di trasportare all’Itrec altre scorie nucleari dal centro di Casaccia di Roma e dell’annullamento in proposito  di una gara per il riutilizzo della piscina dell’Itrec (notizia riportata da   numerosi quotidiani nazionali).Su tale attività nessuna notizia o informativa è stata mai fornita dalla Sogin stessa a i tavoli della trasparenza né la stessa Regione, con le cabine di regia dell’assessore regionale all'ambiente Agatino Mancusi, si è mai preoccupata di chiarire la questione al fine di tutelare la Basilicata dal tentativo di trasformare l’Itrec in in un deposito provvisorio – definitivo  .