Mi rivolgo a Voi per chiederVi un
incontro urgente a nome dei cittadini e delle cittadine pugliesi
impegnati a rivendicare i due diritti fondamentali che la comunità
deve garantire in caso di disastro ambientale: quello ai ristori dei
danni e quello alla messa in sicurezza del territorio.
Fra il 1° e il 2 Marzo scorsi (ormai 9
mesi fa) una terribile inondazione ha stravolto le nostre terre,
lasciando le case, le aziende ed il territorio in ginocchio.
Famiglie fuori casa per mesi ed ancora
in ripari di fortuna, attività economiche colpite nei beni e nel
reddito, argini sfondati o compromessi, strade ed infrastrutture
crollate: questo il quadro a nove mesi di distanza.
Praticamente nessun intervento
realizzato se non quello assicurato dalla Protezione civile nei primi
giorni e, soprattutto, nessuna prospettiva di avere risposte.
Abbiamo fatto un lungo cammino di
impegno civile in questi nove mesi, abbiamo il sostegno dei nostri
rappresentanti istituzionali territoriali e dei nostri parlamentari e
la solidarietà dei concittadini di tutto il territorio ma non
veniamo a capo della calamità più grande con cui abbiamo dovuto
fare i conti: quella politica ed istituzionale voluta dalla norma
sugli interventi di emergenza in caso di calamità introdotta
dall’ultimo decreto mille proroghe, che nei fatti ha compromesso i
nostri diritti.
Abbiamo, al contrario, bisogno di
risposte; la dignità di quanti sono stati colpiti, di tutta la
nostra comunità e delle nostre istituzioni non può più essere
vilipesa come è stata fin’ora.
Io ho iniziato lo sciopero della fame
Lunedì scorso a nome di tutto il Comitato, dopo che altri sei
cittadini lo avevano fatto a Luglio, lo ho interrotto quando è
arrivata la notizia che le due ordinanze, quelle per la Puglia e la
Basilicata, erano state firmate. Lo ho dovuto riprendere dopo due
giorni visto che apprendiamo che solo una parte della nostra unica
comunità (quella lucana) ha avuto l’OPCM. Oggi, al loro secondo
giorno, con me sono a fare lo sciopero della fame tre
amministratori, l’Assessore Galante ed il Consigliere di minoranza
Giannico per il Comune di Ginosa ed il vicesindaco Cospite per il
Comune di Bernalda a nome dei tanti comuni colpiti che, ancora una
volta, con l’atto istituzionale che vi allego compiuto presso il
nostro presidio, hanno voluto ribadire il loro sostegno alle ragioni
di tutta una comunità che da mesi civilmente e determinata, chiede
rispetto.
Oggi mi rivolgo a Voi, per chiederVi di
incontrarci e ridare a questa comunità ferita la speranza di un
futuro dignitoso. Servono atti immediati per lenire le ferite più
urgenti in ragione dello spaventoso ritardo in cui siamo stati
lasciati, serve uscire da questo indecente gioco allo scarica barile
in cui siamo stati tenuti per mesi senza sapere chi dovesse “fare
la prima mossa”, serve poter pianificare la prospettiva del futuro.
A nome di questa comunità ferita ed
unita, io, portavoce del suo Comitato unitario di cittadini e con me
gli altri tre, loro rappresentanti istituzionali, Vi rinnovo la
richiesta ed attendo un VS cenno rimanendo in sciopero della fame
