Ieri Legambiente Basilicata Onlus ha presentato le sue
osservazioni al piano provinciale di organizzazione dei rifiuti della
provincia di Matera che ha pochi elementi di pianificazione ed appare
più un’enunciazione di principi e buone prassi, soprattutto su
riduzione dei rifiuti, autocompostaggio, per l’applicazione delle
buone pratiche, ecc.
L’obbiettivo di raccolta differenziata fissato dal D.Lgs
152/2006 e dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296 è del 65% entro il
31 dicembre 2012, relativo solo alle frazioni realmente raccolte in
maniera differenziata e non rivenienti da miracolosi trattamenti
meccanici e deve essere riferimento obbligato anche per la provincia
di Matera.
Le stesse previsioni di intercettazione delle varie frazioni
previste dal piano sono timide e sembrano proposte solo per
dimostrare che c’è tanto materiale da recuperare per la
valorizzazione termica.
Lo spazio dedicato alle isole ecologiche, anche qui, è un puro
enunciato teorico senza nessuna previsione o pianificazione,
diversamente da quello che si propone per la trasferenza che possiamo
interpretare come necessità di agevolare la raccolta del tal quale
per l’avvio agli impianti di produzione di CSS che nel piano
trovano ampia descrizione e dettaglio.
Come accaduto per il passato, questo piano inverte nuovamente il
problema concentrandosi sulla coda e non sulla testa del problema,
pensando prima alle quote residuali ed agli “scarti” della
raccolta differenziata senza avere prima un sistema di raccolta
differenziata. Impostando attenzioni ed investimenti sugli impianti
di produzione del CSS prima ancora di investire sulla necessaria
impiantistica a servizio della Raccolta Differenziata.
Si comprende poi analizzando le tabelle con gli obiettivi di
raccolta differenziata che si prevedono, il 25% nel 2012 (dato fuori
obiettivo previsto dalla legge), il 40% al 2013 (dato fuori obiettivo
previsto dalla legge), il 60% al 2013 (dato fuori obiettivo previsto
dalla legge) che l’obiettivo del piano non sono le raccolte
differenziate.
È sufficiente leggere i giornali di questi giorni per rendersi
conto di come il territorio dell’Alto Bradano, gestendo il servizio
sotto forma comprensoriale, abbia raggiunto in soli 2 mesi
percentuali medie del 60% di raccolta differenziata.
Nella Provincia di Matera i Comuni di Montalbano Jonico e
Montescaglioso, senza ricorrere a finanziamenti esterni, senza
ricorso alle “pianificazioni” ma semplicemente organizzando sul
territorio il servizio finalizzato ad avviare un sistema di Raccolte
differenziate, siano stabilmente da anni oltre il 60% di performance.
Stupisce vedere la Provincia di Matera proporre un piano
provinciale dei rifiuti incentrato sulla realizzazione di impianti
per la produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS), con timide
previsioni sulle raccolte differenziate mentre giace in qualche
cassetto, dimenticato, il piano del Conai realizzato per tutti i
Comuni della Provincia.
È chiaro che se applicato il piano porterebbe la Provincia di
Matera a “piegarsi” ad una logica impiantistica costosa, non
efficiente e non rispettosa dell’ambiente, trasferendo solo il
problema dello smaltimento dalla discarica alla termodistruzione.
Legambiente Basilicata Onlus dichiara quindi di non
condividere né la filosofia né l’impostazione del piano cui si
opporrà in ogni modo e chiede alla Provincia di Matera di
fare quello che fanno già milioni di italiani, al Nord, al Centro ed
al Sud del paese: proporre un vero piano per la Raccolta
differenziata per ottenere almeno il 65% di raccolta differenziata
dei rifiuti (limite che la legge impone come minimo, si può fare
anche meglio non è vietato) e, soprattutto per realizzarlo in pochi
mesi. Dovunque in Italia si sono applicati piani per la raccolta
differenziata spinta (il porta a porta o domiciliare) i risultati si
sono ottenuti in mesi, non in anni.
