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martedì 8 novembre 2011

Petrolio: Ola e No Scorie replicano al Dipartimento ambiente della Regione


La Ola (Organizzazione lucana ambientalista) e No Scorie Trisaia replicano alla nota diffusa dal Dipartimento ambiente relativa alle procedure di autorizzazione per permessi e concessioni petrolifere. In proposito, le nostre Organizzazioni chiedono di conoscere come mai su alcuni permessi di ricerca e concessioni – sui quali alcuni Comuni si erano già espressi con propri pareri negativi, così come nel caso dei permessi “Frusci”, “Anzi”, “Muro Lucano”, “Satriano di Lucania” e la concessione “Nova Siri” – gli uffici del Dipartimento ambiente abbiano ritenuto azzerare, senza un chiaro motivo e giustificazione tecnica in base alle normative, il procedimento precedente già avviato ed abbiano, quindi, deciso di rinviare ogni decisione alle Conferenze decisorie, questa volta presso il ministero dello Sviluppo Economico. Non convincono le dichiarazioni degli uffici regionali allorquando cercano di rassicurare parlando di notizie diffuse dalla Ola prive di ogni fondamento, frutto e fonte di disinformazione, mentre siamo in presenza di una presunta violazione della legge in materia proprio da chi è chiamato a tutelare l’ambiente. L’atteggiamento sprezzante di ritenere inutili perdite di tempo le osservazioni presentate anche dai cittadini, mostra l’ambiguità con cui vengono affrontate queste problematiche che, vogliamo ricordare, stanno trasformando l’intero territorio della Basilicata in una gruviera petrolifera asservita agli interessi privati delle compagnie, mettendo a rischio e pericolo l’ambiente e la salute. Si bollano i pareri contrari dei Comuni che hanno finalmente compreso il raggiro e l’uso scriteriato del territorio, come disinformati ed ignoranti, mentre la realtà è sotto gli occhi di tutti. Il risultato di questi “metodi” applicati dagli uffici del Dipartimento ambiente è stato quello di servirsi, ieri, del “silenzio assenso” dei Comuni previsto dalla Legge Regionale n.47 del 1998 ed, oggi – mentre enti locali e cittadini dicono no alle attività minerarie -, della tecnica di un procedimento di esclusione VIA che di fatto rappresenta un lasciapassare agli interessi delle compagnie. Per questo motivo si ribadisce la necessità che il Consiglio Regionale della Basilicata approvi con urgenza la moratoria di tutte le autorizzazioni petrolifere in itinere e di quelle future e che vari la legge che abbassi i limiti di emissione delle attività minerarie già presenti, allineandoli a quelle indicati dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), al fine di tutelare il bene primario della salute e dell’ambiente. Leggi necessarie anche per garantire che la libera espressione dei cittadini non venga soffocata da chi oggi non è in grado di tutelarli.