Rappresentanti
delle istituzioni, Professori, referenti del Comitato istituzionale e
scientifico di Matera2019, imprenditori , rivolgo a Voi tutti il
saluto e il ringraziamento più sincero per la partecipazione a un
workshop dalle grandi ambizioni.
La
giornata di oggi suggella l’impegno di questo territorio rispetto
una sfida che non possiamo mancare: lavorare perché la città di
Matera diventi capitale europea della cultura nel 2019. Una
grande occasione che permetterebbe all’intero territorio regionale
di rimettere in moto uno sviluppo complessivo che passa attraverso
occupazione, infrastrutture e partecipazione.
Diverse
città europee hanno sfruttato questa opportunità per trasformare le
proprie infrastrutture culturali, per dare slancio all’economia
locale, per attrarre turisti e per migliorare la propria visibilità
all’estero. Fin dal suo lancio nel 1985, il Programma delle
Capitali Europee della Cultura è stato oggetto di investimenti
corposi da parte di singole città, organizzazioni culturali e
governi a vari livelli. È evidente che l’impatto di questi
investimenti e i benefici generati a breve e a lungo termine da
questi importanti anni culturali hanno ridisegnato completamente
l’identità delle città coinvolte. Un traguardo che ritengo sia
assolutamente alla portata della nostra città, sede di grandi e
inestimabili patrimoni, a patto che l’impegno sia totale.
È
chiaro che a fare la differenza sarà l’effetto catalizzatore che
l’investitura a capitale europea della cultura produrrà. Un
attrattore che innescherà reazioni a catena su tutti i fronti per
cui avremo benefici nel settore turistico, ma anche in quello
culturale con un sensibile miglioramento della forza organizzativa
nel settore, si realizzerà, inoltre, una imponente spinta alla
creatività locale in grado di muovere quei processi di innovazione
che, in momenti di passaggio epocali come quello che stiamo vivendo,
diventano determinanti per la costruzione di nuovi paradigmi di
sviluppo.
Ma
per avere successo dovremo concentrarci su una serie di elementi
cruciali quali il coinvolgimento effettivo della popolazione locale,
le partnership, le risorse finanziarie, la pianificazione a lungo
termine, sempre avendo chiari gli obiettivi da raggiungere.
Coinvolgere
i cittadini, le associazioni e tutto il tessuto sociale in una sfida
che li riguarda, per la durata dell’evento e per i riscontri
immediati e futuri, sarà determinante. Un fattore primario per il
successo delle Capitali Europee della Cultura è infatti la
mobilitazione degli abitanti locali, che costituisce un passo
importante ed è considerata la fase preliminare di una strategia di
comunicazione. Le Capitali Europee della Cultura che hanno avuto
maggiore successo sono state invariabilmente appoggiate dai propri
residenti.
La città
di Lille, per esempio, capitale europea nel 2004 ha introdotto un
innovativo sistema di “Ambasciatori” in cui chiunque poteva
offrirsi volontario per ricevere e trasmettere informazioni e
aggiornamenti, fornire assistenza nella realizzazione degli eventi e
partecipare alle attività speciali. Più di 17.000 volontari di
tutte le classi sociali hanno lavorato come ambasciatori a Lille,
formando un “sistema
popolare di trasmissione delle informazioni”.
Questo tipo di azione ha portato al coinvolgimento della comunità,
che si è sentita parte di un gioco di squadra, ha migliorato
l’immagine della città e ha dato inoltre un maggiore sostegno
pubblico alle attività di tutto l’anno.
Una città
non viene designata Capitale per ciò che è e per ciò che ha fatto,
ma per il progetto che intende realizzare. Siamo perciò tutti
invitati, istituzioni in primis, a dimostrare che le potenzialità
del territorio, la creatività che contraddistingue il popolo lucano
e la sua ambizione a volere essere protagonisti sono le
caratteristiche che dovrà avere la Capitale europea del 2019.
Franco
Stella
Presidente
della Provincia di Matera
