Oggi quattro novembre si
celebra la giornata nazionale delle Forze Armate con il presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha reso omaggio a Bari al
sacrario dei caduti il 28 luglio del 1943. Ma tante sono state le
manifestazioni in tutta la Penisola sul significato di questa
giornata. A tal proposito il commissario cittadino di Policoro di
Futuro e libertà (Fli), Giuseppe Callà, dichiara: “Tanti giovani
e meno giovani italiani hanno perso la vita in varie missioni di pace
e di guerra in giro per il mondo. A loro dobbiamo dire grazie per il
senso dello Stato e della Patria che hanno avuto tenendo alta la
bandiera dell’Italia nel mondo. E soprattutto ai giovani la
politica deve guardare con attenzione, a maggior ragione in questo
periodo economico gravissimo che sta attraversando il mondo intero,
non relegandoli a ruoli marginali della società civile ma
valorizzando talenti e idee preservandone così il futuro lavorativo
oggi più che mai incerto. Per molti di loro l’accesso al mondo del
lavoro è difficile e di conseguenza anche il futuro previdenziale è
messo a rischio per questi giovani non garantiti da nessuno e senza
protezioni sociali se non la famiglia. Ecco che in giornate come
queste un pensiero va a loro, soprattutto ai giovani del Sud dove lo
sviluppo è ancora un miraggio. E’ doveroso da parte mia non
trascurare anche un altro aspetto che la festa delle Forze Armate
impone: esse tutelano la nostra sicurezza e quella di Stati dove la
democrazia non ha radici forti, ed a loro dobbiamo dire grazie per il
lavoro che fanno, a volte in mezzo a mille difficoltà dovute anche
al ridimensionamento di risorse statali, non ultimo la dismissione
del patrimonio pubblico tra cui le caserme. Oggi però in un quadro
generale in cui le istituzioni perdono giorno dopo giorno la loro
credibilità, le Forze armate: Esercito, Aeronautica, Marina Militare
e Carabinieri, godono nell’opinione pubblica di un alto indice di
gradimento proprio per il ruolo, quasi una missione, svolta
giornalmente senza confini per garantire pace, democrazia e libertà
laddove sono a rischio o non sono mai attecchiti. In Italia, sono
sicuro, rappresentano l’argine contro le derive seccessionistiche e
sono e saranno sempre il simbolo dell’Unità d’Italia”.
