Che cosa dobbiamo
aspettarci
di leggere di più dalle
intercettazioni telefoniche dell’inchiesta Fenice-Arpab che da giorni compaiono, quotidianamente, sui quotidiani regionali per
ottenere dalla vergognosa “casta politica di
governo regionale” almeno un segnale di autocritica? Non credo che
questo interrogativo – spiega Filippo Massaro
- possa essere considerato
un’ennesima polemica da parte di chi attraverso il Csail da tempo ha seguito il percorso di protesta degli “indignados”.
Siamo sempre più indignati perché
abbiamo letto sinora di tutto: dall’intreccio di affari
economici per lo smaltimento dei rifiuti, agli interessi politici e per la
propria carriera di assessore e candidato alla segreteria del proprio partito,
dalla copertura di responsabilità per aver coperto omissioni, occultamenti di
dati e atti da parte di un’Azienda pubblica alla gestione clientelare di
contratti e assunzione di personale.
Sapevamo che la “casta” in
queste occasioni di attacco al cuore dei propri
interessi da parte della Magistratura – dice Massaro
- reagisce da sempre “facendo quadrato”
intorno a se, anche superando divisioni di componenti e di
schieramenti perché quasi tutti hanno “scheletri
nell’armadio” e temono qualcosa di peggio. Ma sinceramente non ci aspettavamo tanta sfacciataggine nel
far finta di niente. O peggio ancora non ci aspettavamo
di registrare la reazione del leader lucano
del Pd che grida
al complotto da parte della stampa, magari avrebbe voluto una stampa da
tappetino. Una figura quella rimediata davvero patetica al punto da far
rimpiangere l’era del centralismo democratico del vecchio Pci. E chi si preoccupava ieri, giornata non festiva e
quindi riposo per i giornalisti degli uffici stampa della Regione, di essere privato dell’indispensabile informazione di Basilicata
Mezzogiorno “il quotidiano web
dell’ufficio stampa di regime” (in un primo momento non in rete per
problemi informatici) si è potuto tranquillizzare con la sua ricomparsa, sia
pure tardiva, e le nuove notizie rassicuranti, dopo quelle in materia di
ambiente, sul futuro dei giovani laureati lucani. Anche per questo è tutto sotto
controllo in quanto ci fanno sapere – aggiunge Massaro
- che il governo regionale è contro la
fuga dei cervelli con la ricetta dell’innovazione oltre la crisi. Dunque chi continua a scrivere della “meglio gioventù” che va
via dai nostri paesi o racconta frottole o non conosce la ricetta della Giunta
Regionale.
Ma per tornare alla “casta”, in
web attraverso il nostro sito dopo aver lanciato la richiesta di dimissioni di
quanti sono coinvolti nell’inchiesta Fenice-Arpab continuiamo – conclude Massaro
- a raccogliere adesioni,
commenti e incitamenti a continuare per dare voce agli “indignati
silenziosi” che condividono la nostra battaglia, perché una cosa è
certa: aspettare le dimissioni volontarie è purtroppo solo un sogno, anche se
chi dovrebbe rassegnarle tutti i giorni è protagonista di intrighi e
comportamenti che in
qualsiasi altro
Paese occidentale avrebbero prodotto ben altro esito di natura etica
.
Giovedì c’è una nuova seduta del
Consiglio Regionale. Fanno bene gli amici dei comitati civici della Val d’Agri
(La
Locomotiva ) a protestare lo stesso giorno davanti al “Palazzo” per
far sentire il fiato addosso alla “casta” (a proposito del comunicato
dell’annuncio della loro protesta su Basilicatanet non c‘è traccia) : è l’unico modo per
mettere i responsabili politici, ancor prima della Magistratura, con le spalle
al muro. Almeno noi non rinunciamo al “sogno” e continuiamo a fare di tutto
perché si avveri.
