Oggi due importanti incontri pubblici: alle
16 incontro con le Associazioni ed i movimenti, alle 17,30 i consigli
comunali congiunti.
Alla fine il Comitato annuncerà come prosegue le
iniziative: pronti i primi tre amministratori ad aggiungersi allo sciopero
della fame ed i trattori per bloccare la SS Jonica
Il
nostro popolo è in stato d'allerta da nove mesi: gli allarmi per il maltempo
di questi giorni li stiamo lanciando da troppo tempo e se dovesse accadere un
nuovo disastro i nomi di chi lo porterà sulla coscienza ci sono noti
nonostante lo scaricabarile. Gianni Fabbris continua da 4
giorni a non mangiare, gesto condotto con assoluto rigore a nome del tutto il
Comitato e che sarà portato, come ha egli stesso ribadito: "fino a quando non
ci saranno le risposte attese". In
effetti per la parte della Basilicata in
questi giorni continuano ad arrivare assicurazioni da più fonti politiche ed
istituzionali sul fatto che nella giornata di ieri sarebbe finalmente
terminato l'iter tecnico per l'emissione dell'ordinanza che sblocca i primi
14,5 milioni di Euro già stanziati. "Evidentemente" commenta Fabbris "se
ancora ieri gli Uffici
continuavano a passarsi le carte, vuol dire che
l'ordinanza dovuta non era poi così pronta nonostante tutte le assicurazioni.
Per parte nostra la considereremo emessa solo quando ne vedremo la copia e la
potremo mostrare
ai tanti che attendono in mobilitazione: troppi mesi di
scaricabarile e promesse a vuoto ci lasciano sempre più indignati ed
auguriamo ai fratelli e sorelle vittime delle nuove alluvioni di queste
settimane di non dover soffrire come la gente lucana e pugliese per avere
quello che è dovuto".
Ancora niente, invece, per la Puglia dove, ha
commentato l'assemblea di ieri sera al presidio "il silenzio degli
interlocutori politici ed istituzionali che hanno il dovere di dare risposte
(regione e governo) è sempre più assordante". Chiari, dunque, i prossimi
passi per il Comitato TerreJoniche, fissati nell'assemblea di ieri sera al
presidio: ottenere le due prime ordinanze dovute sia per la Basilicata che
per la Puglia necessarie a sbloccare il meccanismo di risposta e le risorse
per le alluvioni di marzo scorso, ottenere dalle due Regioni garanzie che ci
siano risorse sufficienti
sia per la messa in sicurezza del territorio sia
per i ristori a quanti hanno avuto danni.
Oggi al presidio questi due
obiettivi ed il modo come ottenerli saranno confrontati con due importanti
interlocutori del Comitato: le associazioni ed i movimenti di società (che
saranno ospitati alle 16) e le istituzioni territoriali, che si sono
convocate presso il Presidio delle Tavole Palatine
per partecipare ai
consigli comunali congiunti del metapontino aperti alle altre municipalità ed
alle province.
Il Comitato proporrà loro un ulteriore percorso di
iniziative ed obiettivi concreti nel convincimento che solo una risposta
forte di tutto il territorio possa portare le risposte che da troppo tempo le
nostre comunità e le loro istituzioni colpite nella dignità
attendono. Obiettivo centrale di questa fase della mobilitazione, con lo
sciopero della fame del portavoce del Comitato è quello di sollecitare a
scendere in campo
quanti le comunità stesse a cominciare da quanti ne sono il
corpo vivo, ovvero le istituzioni di base e le associazione dell'impegno
sociale dei cittadini. L'appello del movimento lanciato nei giorni
scorsi dal suo portavoce comincia a produrre effetti: pronti i primi tre
rappresentanti istituzionali
(due amministratori ed un consigliere) dei
comuni di Bernalda e Ginosa che si affiancheranno al portavoce Fabbris nello
sciopero della fame. I nomi, i modi ed i tempi saranno annunciati stasera al
termine delle due iniziative
pubbliche previste. "Siamo nel mezzo di
continui allerta di protezione civile. Il nostro popolo è in stato d'allerta
da nove mesi: gli allarmi per il maltempo di questi giorni li stiamo
lanciando da troppo tempo e se dovesse accadere un nuovo
disastro i nomi di
chi lo porterà sulla coscienza ci sono noti nonostante lo scaricabarile",
così inizia il documento che il Comitato presenterà oggi ai Comuni riuniti
alle Tavole palatine.
