Dichiarazioni
di Maurizio Bolognetti, Direzione Radicali Italiani
Purtroppo,
per impegni pregressi non potrò partecipare fisicamente alla
manifestazione che alcune associazioni terranno domani fuori alla
sede del Tar Basilicata. Nel ribadire il mio sostegno all’iniziativa,
esprimo l’auspicio che il Tribunale amministrativo confermi la
sospensione delle attività di Fenice così come stabilito dalla
Provincia di Potenza.
La
Lucania Fenix sembra essere terra di elfi e fate, un luogo magico in
cui inceneritori e trivelle, contrariamente a quanto avviene nel
resto del mondo, non inquinano. Qui i controlli della qualità
dell’aria, quando si fanno, li concordiamo con le multinazionali;
qui si può perforare in prossimità di dighe, sorgenti e aree a
rischio frana senza che questo produca effetti collaterali; qui,
evidentemente, hanno inventato una formula magica che fa sì che dai
camini di Fenice escano fiori e che impedisce alle sostanze chimiche
utilizzate nei fanghi di perforazione di contaminare acqua e terra.
Siamo
davvero fortunati e forse dovremmo smetterla di chiedere controlli e
studi epidemiologici e affidarci alle premurose mani di chi ci
racconta che tutto va bene.
Un
magistrato francese sembra essere convinto che la Edf abbia
ingaggiato degli hacker per spiare Greenpeace. Per fortuna, qui da
noi gli hacker non servono: è sufficiente puntare sull’omertà dei
Dipartimenti e di chi avrebbe il compito di tutelare la salute
pubblica.
Adelaide
Colin, direttrice comunicazione di Greenpeace France, nel commentare
la condanna a carico della Edf ha affermato: “La giustizia francese
invia un segnale forte all’industria nucleare. Nessuno è al di
sopra della legge. In Francia l’industria dell’atomo è associata
alla menzogna e all’illegalità”.
Se
in Francia l’industria dell’atomo è associata all’inganno e
all’illegalità, nella Lucania Fenix la gestione del ciclo dei
rifiuti non è da meno.
Quale
sarà il segnale che domani invierà il Tar lucano?
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