Ma
di quale verifica politica stiamo parlando?
Una
nuova strategia di programma si impone e che inevitabilmente non può
essere trasferita tout cour agli stessi attori.
Anche per evitare di dire che loro se la cantano e loro se la suonano
“Ma di quale verifica politica stiamo parlando?
La complessità del momento e le difficoltà di tenuta nei rapporti con i cittadini da parte della classe politica, impongono una seria riflessione sul piano programmatico, sullo stato di attuazione delle scelte del Governo regionale, sulla capacità di sintesi delle forze politiche che hanno condiviso e sostenuto il Centro-sinistra alle ultime elezioni.
Ma,
mi chiedo, può mai essere seria una verifica politica, se nella
Giunta regionale oggetto di analisi siedono ben tre segretari
politici di partiti della coalizione e tra essi un segretario che non
si è nemmeno presentato alle elezioni?
Può
esserci verifica se i verificatori dovranno certificare se stessi?
Credo
abbia avuto ragione il segretario del mio partito, quando, stando ai
resoconti, ha posto il quesito in ordine alle relazioni non richieste
delle attività svolte dai dipartimenti di cui sempre gli stessi
segretari debbono cantarne le lodi.
Perché
il tema vero sta tutto nelle scelte che il Governo regionale è
chiamato a fare e che ve ben oltre il tiro al bersaglio
sull’assessore alle attività produttive.
Si
tratta di capire cioè se dato il quadro economico che a livello
nazionale si prospetta, in sede di Finanziaria regionale si porranno
i termini veri delle iniziative volte a favorire una maggiore
occupazione dei giovani andando oltre i benefit e le assunzioni
part-time messe in campo dal dipartimento; se nel sistema industriale
si lascia maggiore libertà di azione e minori vincoli alle imprese
locali che forse qualche dovere in più ce l’hanno rispetto al
diritto di chiedere ed ottenere i giusti sostegni alle iniziative,
come pure necessario accelerare le procedure attuative dei nuovi
sistemi di produzione energetica; comprendere meglio di cosa si
occupa il dipartimento infrastrutture che oltre gli annunci e le
autocertificazioni in materia di protezione civile, segna il passo
nella messa in campo di un nuovo sistema di mobilità e trasporti
regionale che, in maniera alquanto anacronistica, si ripropone di
trasferire su gomma in alternativa alla precarietà del sistema
ferroviario; verificare se nel sistema agricolo alcune cointeressenze
siano state smantellate proprio in relazione all’annunciato sblocco
dei fondi Psr che potrebbe innescare un nuovo corto circuito e
contestualmente comprendere se quel dipartimento ha il coraggio e la
forza e la capacità, di innovare e rinnovare il sistema agricolo o
se sia solo una finzione scenica; ed ancora se nel settore
dell’ambiente davvero tutto va bene come le relazioni ufficiali
dicono senza riuscire a convincere i cittadini lucani.
Di
questo tipo di verifica programmatico politica abbiamo bisogno,
convinti della capacità di sintesi del Presidente De Filippo, delle
azioni nuove che inevitabilmente con le scelte del Governo Monti
bisognerà mettere in campo costruendo o ricostruendo alleanze vere
con il Consiglio regionale e con i suoi consiglieri, che questa
Giunta difficilmente riesce a fare come si noterà anche dalla
dichiarazione del capogruppo Idv di oggi.
E
di pari passo la funzionalità di organismi, strutture, agenzie di
servizio, aziende sanitarie vanno inquadrate nella strategia
dell’unico obiettivo perseguibile, quello del bene condiviso e non
dell’orticello da coltivare.
La
politica alta, guidata dai segretari di partito è inevitabilmente
slegata da questa assunzione di responsabilità.
E
in questo una nuova strategia di programma si impone e che
inevitabilmente non può essere trasferita tout cour agli stessi
attori.
Per
evitare di dire che loro se la cantano e loro se la suonano”.
