Il
Presidente De Filippo, appena nominato commissario delegato per il
superamento dell'emergenza derivata dall'alluvione del 1 Marzo, dia
immediatamente il via alla stesura condivisa di un piano di
interventi per il ristoro degli alluvionati, la messa in sicurezza
del territorio e la ripresa delle attività zootecniche e agricole.
Dopo
8 mesi dal disastro, l'OPCM (Ordinanza Presidenza del Consiglio dei
Ministri) tanto attesa dagli alluvionati del metapontino è arrivata:
il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, è stato
nominato “Commissario delegato per il superamento dell’emergenza
derivante dagli eventi” alluvionali del 18 febbraio al 1 marzo 2011
nel Metapontino. 14,5 Milioni di Euro stanziati per il superamento
dell'emergenza e 45 giorni per stilare un piano d'intervento che
ripristini le infrastrutture, metta in sicurezza area e cittadini
colpiti, dia ristoro ed agevoli la ripresa delle attività
economiche. Certo, i fondi stanziati sono solo una goccia
nell'oceano, ma un primo ed importante passo per la ripartenza.
Coldiretti Basilicata, si congratula con il Presidente per il
raggiunto provvedimento di nomina, frutto anche dell'efficace azione
fatta dai parlamentari lucani e dall'Anci Basilicata insieme alle
Organizzazioni Agricole e dei cittadini, e chiede che si stili
immediatamente un piano d'intervento condiviso, tenendo conto del
documento presentato dalla Federazione lucana lo scorso ottobre dopo
la riunione con i rappresentanti politici regionali e nazionali
all'Hotel Palatinum. Vista l'esiguità delle risorse, è necessario
al più presto convocare un tavolo tecnico per stabilire le priorità
d'intervento, definendo le aree e le modalità. Bisogna tutelare in
primis il presidio produttivo nelle zone colpite e scongiurare il
pericolo di una nuova e devastante calamità. Come infatti si legge
nell'ordinanza, il piano deve prevedere “la
definizione di un quadro di azioni ed interventi di mitigazione del
rischio idraulico e geologico, attraverso la stabilizzazione dei
versanti, la pulizia e la manutenzione straordinaria degli alvei dei
corsi d'acqua, delle opere di difesa idraulica, al fine della
riduzione degli effetti dei fenomeni alluvionali”.
È l’occasione per applicare definitivamente la Legge di
Orientamento in agricoltura che prevede la stipula di contratti di
manutenzione del territorio tra enti locali e imprese agricole. Sono
proprio gli imprenditori agricoli, da sempre custodi reali ed attivi
del territorio, i primi ad essere interessati che questo territorio
venga salvaguardato. Un altro obiettivo fondamentale è agevolare la
ripresa produttiva da parte delle imprese. Infatti, dopo aver
quantificato, come si legge nell'OPCM, il “fabbisogno
per la ripresa delle attività produttive ed economiche delle
attività agricole, agroindustriali, agrituristiche, zootecniche da
parte di imprese che abbiano subito danni ai beni immobili, mobili
registrati, mobili non registrati, scorte, insediamenti produttivi,
nonché per il ripristino della funzionalità delle opere e delle
infrastrutture a servizio delle aree produttive”,
è doveroso lavorare al rilancio dell'attività agricola della zona.
La nomina del Commissario delegato deve anche significare completa
attuazione con semplificazione per l’accesso ai contenuti delle
delibere regionali adottate fin dall’inizio dall’Assessore
Regionale Agricoltura ma che ad oggi sia per vincoli al momento non
derogabili che per rispetto del patto di stabilità finanziaria non
hanno ancora permesso la esigibilità degli oltre 5milioni stanziati
da parte dei coltivatori beneficiari. La nuova OPCM deve
necessariamente ritrovare anche gli spazi di maggiore flessibilità
degli interventi insieme ad una maggiore dotazione finanziaria. Così
come da tempo proposto da Coldiretti bisogna predisporre un fondo
adeguato che serva a fornire le garanzie necessarie tramite i Cofidi
agricoli per consentire alle imprese di poter accedere al sistema
creditizio e consentire la liquidità per la ripresa dell’attività
produttiva. È necessario, infine, che il Commissario delegato,
utilizzando l’autorità riconosciutagli, possa far accogliere dal
Governo Nazionale la richiesta contenuta nell’ultima delibera di
delimitazione delle aree colpite circa l'abbattimento dei contributi
agricoli a carico degli autonomi e dei lavoratori.
“L’azione
incessante-
ha affermato Piergiorgio Quarto, Presidente Coldiretti Basilicata-
attivata
in questi mesi da parlamentari lucani, Anci, Regione Basilicata,
Organizzazioni di categoria e cittadini nell'interesse della
Basilicata, mi auguro continui. In questa fase, però, non bisogna
agire solo sulla spinta dell'emergenza, ma, seguendo il monito del
Presidente della Repubblica Napolitano, anche nell'ottica della
prevenzione. Il 90% del territorio regionale è a rischio
idrogeologico. Se i cambiamenti climatici che si manifestano con un
aumento della frequenza di eventi estremi, la maggiore intensità
delle precipitazioni e la relativa impossibilità di assorbire
l'enorme quantità di acqua che cade in pochi minuti, sono un mix
micidiale che aumenta il pericolo catastrofi, la diminuzione della
superficie agricola utilizzata, l'abbandono di terreni agricoli
montani, l'incuria e il disboscamento, hanno favorito il dissesto
idrogeologico nella nostra Regione. Dai dati diffusi dall'Istat,
infatti, negli ultimi 10 anni la Basilicata ha perso circa 51.000 ha
di SAU per far spazio alla cementificazione. Sbarramento e deviazioni
del corso dei fiumi uniti alla mancanza di pulizia e di cura per il
suolo, hanno poi aggravato il già precario equilibrio del territorio
lucano. Le ultime catastrofi di Liguria, Toscana e Sicilia, ci
impongono di agire con celerità al fine di prevenire le calamità.
Per questo, ora più che mai, bisogna investire e agevolare il
rilancio del settore primario lucano, non solo per un fine puramente
economico, ma soprattutto per salvaguardare e tutelare il patrimonio
idrogeologico e l'incolumità dei cittadini.”