“L’UGL
Basilicata chiede al Presidente della Giunta regionale della
Basilicata, Vito de Filippo, di modificare ed ampliare l’art.
25 dello Statuto e l’art. 44 del Regolamento del Consiglio
regionale affinché sia le parti sociali, le associazioni ed i
rappresentanti dei comuni interessati alle verifiche e monitoraggi di
enti ed episodi dubbiosi che possano interessare la collettività
nella più e totale trasparenza”.
E’ quanto fanno sapere in un comunicato congiunto per l’UGL
Basilicata, il segretario regionale generale, Giovanni Tancredi e il
componente della confederazione lucana, Giuseppe Giordano.
“Valutiamo
soddisfacente l’impegno che l’assessore Mancusi ha reso al
Consiglio sulla situazione ambientale determinata dallo stabilimento
Fenice di Melfi ma, vogliamo che chi abbia negli anni responsabilità
nella ‘cosa’ fosse verificato dalla commissione e non sottaciuto.
L’UGL fa riferimento a quanto più volte denunciato
dall’organizzazione – proseguono i sindacalisti - , rilievi,
reticenze e ritardi che hanno costellato l’azione delle strutture
regionali dovrà verificare la Commissione e fare
definitiva luce su quanto è accaduto in questi anni. Vanno chiarite
se e quali responsabilità ci sono state nella trattazione dei dati
del monitoraggio sull’impianto Fenice di Melfi. Vogliamo che dalla
Commissione venga fuori definitivamente se gli Enti preposti al
controllo hanno operato con correttezza e trasparenza e se sono stati
correttamente espletati i compiti di vigilanza posti a carico della
Giunta regionale. Noi UGL – proseguono Tancredi e Giordano –
abbiamo
da sempre sostenuto che l’Ente
che più volte ha disposto che Fenice SpA doveva mettere in atto
interventi di messa in sicurezza l’area inquinata di San Nicola,
certamente non ha adempito ai controlli. L’UGL ha da sempre
denunciato la gravità di quanto stava accadendo in quel territorio
ma, cosa grave è, che non si è dato conto neanche alla Regione
Basilicata”. Per i sindacalisti “il Presidente della Giunta
regionale, Vito De Filippo, a questo punto, deve sgomberare il campo
da dubbi, reticenze e di fare chiarezza una volta per tutti perché,
è un dovere nei confronti della popolazione che vive all’ombra di
Fenice e dei tanti lavoratori che vivono giornalmente in quella
fabbrica. Ed è per questo motivo che l’UGL chiede di farne parte
integrale della commissione d’inchiesta, una
commissione d’inchiesta su regole severe da far tranquillizzare in
‘primis’ la gente che vive in quel territorio ed i tanti
lavoratori che in quell’aria industriale sono ‘domiciliati’.Il
popolo vuole da noi sindacato, regione, enti ed associazioni, solo e
solo la ricerca della verità con l’accertamento, la tutela
ambientale per la salute di tutti”.