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L’on.Viti ha grande memoria storica, ha ricoperto
tanti incarichi politici, istituzionali e di governo anche nazionale, passando
dalla Balena Bianca di Colombo e Verrastro al partito regione Pd che ha
ereditato tutti i vizi della prima repubblica e nessun pregio. Neanche la
basilare ed antica virtù quella di assumersi le responsabilità di quanto si è
stato fatto oppure mal fatto od omesso. Leggo nella risposta di Viti al
consigliere regionale Sel Giannino Romaniello, seppur tutta interna alla
maggioranza- l’abilità di scrivere tanto senza dire nulla e camuffando la
realtà. Viti non può negare che il Pd è stato in silenzio sul caso Fenice e muto
sulle vicende delle indagini che coinvolgono il loro Partito. Parlano però le
intercettazioni, nella vicenda meramente giudiziaria la parola spetterà solo e
soltanto alla Giustizia italiana che farà il suo corso e della quale
rispetteremo le sue sentenze. Qualunque siano. Ma della vicenda politica e delle
responsabilità politiche tutti ne parlano e commentano, tranne il Pd con qualche
comunicato di facciata e di manierismo politico. Semmai troveranno il capro
espiatorio interno- come il compagno G della vicenda di mani pulite- ma non
hanno il coraggio di affrontare il tema politico vero: la commistione tra
politica e burocrazia ed la scomparsa della linea netta tra pubblico e privato,
tra interessi comuni ed interessi privati o di una sola parte. Nella risposta a
Romaniello, il capogruppo Viti non affronta nessun nodo politico, non ammette
che in Basilicata vi è un potere politico che egemonizza e tiene piegata la
società civile. Non lo dice perché Viti rappresenta da oltre 30 anni questa
oligarchia che si è sempre mantenuta in piedi, con piccoli ricambi ma con la
continuità della stessa regia di comando. Viti legittima con i suoi forbiti
interventi tutto questo, facendo finta che nulla è successo, ignorando che in
questi mesi abbiamo sempre puntato il dito contro un sistema che non fa bene ai
Lucani ed alla Basilicata. Un sistema che premia le consorterie e i figli delle
oligarchie e punisce la meritocrazia e i comuni cittadini; anche i loro stessi
elettori. La vicenda Fenice è un gravissimo episodio ed il Pd ha l’obbligo
morale di dire di chi siano le responsabilità politiche e amministrative che
l’hanno causata. Siccome arrivano da lontano, dai tempi di Ds e Margherita sono
tutte interne al suo Partito Regione. Poi non neghiamolo, tutto è iniziato per
una segnalazione di discriminazioni a lavoratori Arpab da parte di un
sindacalista e dalle strane chiamate per le collaborazioni esterne. Ricordo a
Viti, al Pd, alla Maggioranza che quando il Pdl ha presentato una mozione
sull’abuso dei contratti interinali e proposto una commissione di inchiesta
sulle assunzioni nella P.A. ci avete bistrattati pubblicamente, offesi e
tacciati di assurdità ed incompetenza politica in privato. Già, e sugli
interinali? E sui contratti esterni? E sui concorsi pilotati ? Nessuna parola o
commento neanche dai Giovani Turchi del Pd che dovevano rivoluzionare il sistema
partitocratrico? Credo che anche loro siano giovani vecchi, forse anche più
vecchi del pimpante e lucido Vincendo Viti, capace di artifici retorici per
cercare di allontanare le troppe ombre che ci sono nel suo Partito Democratico.
Potenza 26/10/2011 Gianni Rosa | |
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