
Il
rischio di esposizione radioattiva per la popolazione del Metapontino e della
vicina Calabria, deve essere fissato entro il limite di non rilevanza
radiologica pari a 10 microsievert/anno . E non a quello al limite fissato dal
D.Lgs 230/95, pari a 1 millisievert/anno.
Dopo
circa otto anni dai "Centomila di Scanzano" e dal tentativo di ubicare il
deposito nazionale di scorie nucleari a Terzo Cavone, in tema di controlli e
regole nell'ambito della gestione dei materiali radioattivi, sembra non essere
cambiato nulla. Ci riferiamo sia ai limiti di emissioni ancora troppo elevati e
anche ai controlli interni al centro nucleare di Rotondella, con l’Arpab che
doveva realizzare a tutela della trasparenza e della sicurezza, ma anche a
rispetto dei numerosi impegni istituzionali presi ai Tavoli della trasparenza di
settore (occorre specificare perché oramai la Regione indice quotidianamente
tavoli e cabine di regia), dove era
presente anche l'Ispra. Tavolo della trasparenza incentrato sul monitoraggio
sugli effluenti liquidi e eventuali aeriformi rilasciati dalle vasche di
scarico/condotta a mare e dai camini all’interno
dell’Itrec.
Controlli
che all’interno dell’Itrec ,ossia alla fonte degli inquinanti, Sogin resta
controllore e controllato, mentre l'Arpab nemmeno ci entra a fare
rilievi.
Fu
proprio dopo i fatti di Scanzano che facemmo notare alle istituzioni
l’incongruità del controllore e del controllato sull’impianto nucleare lucano,
incongruità che poi si è rilevata esistente anche per altre realtà inquinanti,
come il Centro oli di Viggiano ed Edf Fenice. Qui dopo dieci anni di attività
- e
sempre su denuncia delle associazioni - la Regione si è accorta di non
ottemperare ai propri obblighi istituzionali. Anzi, che i dati venivano
addirittura nascosti.
Nel
centro Itrec di Rotondella dovrebbero partire lavori importanti come la messa in
sicurezza della ex “fossa irreversibile”, un sarcofago interrato di residui di
lavorazione nucleari di II categoria (e forse anche di III cat. vista la mancata
trasparenza istituzionale sull’argomento), molto pericolosi. Per cui attuare
controlli direttamente sulle fonti inquinanti diventa necessario per la tutela
delle popolazioni. Come diventa importante garantire attraverso il miglioramento
dei processi di lavorazione la messa in sicurezza dei rifiuti nucleari e l’abbattimento delle emissioni di
radionuclidi alla fonte, agendo sulla formula di scarico degli
inquinanti.
Considerato
che la formula di scarico attualmente autorizzata alla Sogin, per gli scarichi
degli effluenti liquidi e aeroformi, è ancora quella originaria, autorizzata
quando l’Itrec aveva compiti di attività nucleare, chiediamo al presidente Vito
De Filippo, oltre ad attivare i controlli interni, di rivedere con apposita
normativa regionale la formula di scarico in modo da garantire, anche al massimo
utilizzo delle strutture dell'impianto, un'esposizione per la popolazione entro
il limite di non rilevanza radiologica di 10 microsievert/anno e non al limite
fissato dal D.Lgs 230/95, pari a 1 millisievert/anno.