Al Ministro dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare
Per sapere premesso che
come riportato dalla stampa nazionale e locale lucana, in particolare da un’inchiesta de “La Repubblica” pubblicata il 12 settembre scorso, i Carabinieri hanno eseguito due provvedimenti di custodia cautelare ai domiciliari per Vincenzo Sigillito, ex direttore generale dell'Agenzia Regionale per l’Ambiente della Basificata, e Bruno Bove, coordinatore del dipartimento provinciale del sopraccitato Ente nell’ambito dell’operazione “Fenice”;
secondo le indagini dei magistrati, l'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti "Fenice" di Melfi ha inquinato le falde acquifere almeno dal 2002, ma l'Arpab Basilicata non avrebbe comunicato i dati sull'inquinamento ambientale agli enti pubblici lucani;
dalle indagini è emerso un grave e pericoloso inquinamento della falda acquifera prodotto da metalli pesanti e solventi organici, anche cancerogeni;
la presenza e la quantità di alcuni metalli pesanti, inoltre, non sarebbe mai stata verificata. Da questo è derivata, infine, anche la "mancata e tempestiva attivazione delle procedure di salvaguardia del territorio” come riportato dagli inquirenti;
se il Ministro per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare sia a conoscenza della questione, di ulteriori dettagli della vicenda e se essi corrispondano al vero. Se per tramite degli uffici territoriali competenti non intenda poi verificare immediatamente l’entità dei danni all’ambiente circostante ed alle falde acquifere e con urgenza tutelare la popolazione dai rischi per la salute. In particolare se il Ministro non intenda chiarire se il perdurante funzionamento dell’impianto di termovalorizzazione “Fenice” possa produrre ulteriori effetti inquinanti.
Roma, 14 ottobre 2011
Ermete Realacci, Salvatore Margiotta, Antonio Luongo
