Il Ministero dell'Ambiente ha risposto oggi, presso la Commissione Ambiente della Camera, all'interrogazione presentata dai deputati Realacci, Margiotta, Luongo, del Partito Democratico relativa al potenziale inquinante dell'impianto Fenice di Melfi, e agli eventuali danni sin qui prodotti all'ambiente e, di conseguenza, alla salute dei cittadini.
"Le risposte sono state insoddisfacenti -afferma Salvatore Margiotta, Vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera i deputati-. Lungi da me giocare allo scaricabarile tra il livello regionale e quello nazionale: verrà il momento, quando tutto sarà più chiaro e scientificamente accertato, di analizzare in fondo le implicazioni politiche della vicenda; ed io non mi sottrarrò affatto dall'esprimere senza ipocrisie le mie valutazioni, come è mio costume. Oggi, però, si chiedeva al Governo di fare la propria parte, contribuendo a costruire la verità, per le proprie competenze: la risposta odierna è stata assolutamente insufficiente. Niente è infatti stato detto su aspetti di fondamentale importanza: qual è la reale quantità di rifiuti pericolosi bruciati da Fenice, e la percentuale sul totale nazionale, dati ben diversi da quelli diffusi di recente da Striscia la notizia? Qual è la dimensione dell'impianto Fenice rispetto al panorama nazionale? Che tipo di inquinamento è stato accertato? Vi sono riscontri negativi sulla componente aria, oltre che sulle componenti suolo e sottosuolo? Quali conseguenze sono ipotizzabili sulla salute dei cittadini a causa del superamento della soglia limite delle concentrazioni di mercurio? Intende il Ministro coinvolgere gli organi tecnici, Ispra e Consiglio Superiore della Sanità su tutti? Questi i quesiti assolutamente inevasi; io avverto l'esigenza fortissima di dare risposte nette ai cittadini lucani in termini di assoluta trasparenza su un decisivo argomento: ci sono stati, e se si di che entità, effetti inquinanti potenzialmente tali da creare, o da avere già creato, danni alla salute dei nostri concittadini? Il Governo oggi ha mostrato di non volere rispondere; ciò rende ancora più importante ed urgente il lavoro che, in tale direzione, il Presidente della Regione ha detto, con parole nettissime, di volere fare. Darò con impegno il mio contributo, ad iniziare dalla presentazione in Commissione di una risoluzione, insieme al collega Realacci: lo dobbiamo ai lucani, lo dobbiamo di certo anche alla nostra individuale coscienza".
