Apprendiamo
con soddisfazione, in attesa del riscontro dell’Arpab, che
nell’area circostante la vasca di decantazione a valle della
discarica di Carpineto non c’è traccia di inquinamento; del resto
a più riprese ci siamo soffermati, come minoranza che ha sollevato
il problema, sulla necessità di accertare lo stato dei fatti per
poter far fronte ad un’anomalia che sicuramente non poteva e non
doveva sussistere.

Augurandoci
che tutti i controlli possano essere eseguiti quanto prima e che
possano dare un esito positivo in modo da garantire e tranquillizzare
istituzioni e cittadini, non possiamo tralasciare quanto affermato
dall’assessore all’Ambiente del Comune di Lauria che, in
dichiarazioni ad alcuni organi di stampa, sostiene che «le analisi
smentiscono tutto, anche chi ha strumentalizzato la chiusura di
Carpineto». In merito a ciò, vorrei ancora una volta sottolineare
come le posizioni di chi dovrebbe essere pertinente, competente e non
sommario lasciano a desiderare e fanno emergere l’ostinata ed
evidente volontà di arrampicarsi sugli specchi volendo giustificare
a tutti i costi errori che pesano e non poco sugli assetti economici
dell’ente e che hanno responsabilità politiche chiare e
riconducibili ad una politica di cui l’assessore rappresenta la
continuità.
A tal
proposito, vorrei fare chiarezza, poiché non è concepibile che si
continuino a creare “specchietti per le allodole” con
l’intenzione di coprire chiare responsabilità e volendo far
passare per strumentali le posizioni di chi, come il nostro gruppo,
ha sollevato problematiche nell’interesse della salvaguardia
dell’ambiente e della salute dei cittadini, assolvendo in tal modo
alla funzione istituzionale e politica insita nel nostro ruolo di
opposizione. E dato che siamo abituati a parlare basandoci sulle
competenze vorrei ricordare all’assessore che il D.lgs 152/2006 in
merito ai principi di precauzione e prevenzione, art. 301 e 304,
introduce la possibilità di intervento ministeriale anche nel caso
di “denuncia di pericolo solo potenziale di
danno ambientale” e prevede l’attivazione
di un’azione amministrativa nell’ipotesi di “minaccia
imminente di danno
ambientale” ovvero “un
danno ambientale non si è ancora verificato ma esiste una minaccia
imminente che si verifichi”.
Ora, facendo
riferimento a quanto detto, vorremmo capire chi ha strumentalizzato?
E’strumentale sollevare una minaccia di danno ambientale nel
momento in cui esiste un collegamento con l’esterno che non
dovrebbe esserci? E’strumentale pensare che un collegamento con
l’esterno possa sollevare il dubbio che lo sversamento poteva
avvenire ovunque a valle? E’ strumentale fare emergere il problema
favorendo il coinvolgimento degli enti preposti tra cui la Provincia
che, una volta informata (con 7 mesi di ritardo), si è
immediatamente attivata chiedendo chiarezza ed intimando la chiusura
del sito per consentire gli interventi dovuti? E’strumentale
denunciare che ci siano gravi responsabilità politiche sul mancato
coinvolgimento per tempo degli enti sovraordinati che sicuramente
dovevano essere informati dalla politica aggiornata a sua volta dai
tecnici sullo stato dell’arte? E’strumentale ricordare che,
sempre il D.lgs 152/2006, prevede l’obbligo di comunicazione alle
autorità competenti e in mancanza si incorre in sanzioni?
E’strumentale denunciare l’enorme spesa ed il relativo impatto
sulla tenuta dei conti dell’ente che ha comportato tutto ciò? Alla
luce di quanto detto, riteniamo che l’agire in modo strumentale,
figlio di una cultura prossima allo sciacallaggio politico che non ci
appartiene, è di chi continua a non voler assumersi le
responsabilità di quanto accaduto credendo che zittire l’opposizione
e non disturbare il manovratore sia lo strumento più efficace per
poter negare responsabilità politiche che sono sotto gli occhi di
tutti.
Angelo
Lamboglia
capogruppo
Idv-Lauria Libera
