Il
giorno 14 Ottobre 2011 il Rotaract Club Matera dà ufficialmente il
via alle attività programmate per l’anno sociale. E lo fa con un
incontro che si terrà presso il Circolo Culturale “La Scaletta”
dal titolo “Crisi
economica, distribuzione del reddito, nuove povertà”.
Il
relatore della serata, Prof. Giovanni Ancona – Ordinario di
Politica Economica presso l’Università degli Studi di Bari –
illustrerà come la crisi economica ha inciso sulle famiglie italiane
e in particolare su quelle prossime alla condizione di povertà.
Il
tema, di grande attualità, riguarda il nostro territorio molto da
vicino dato che la geografia della povertà vede nel Mezzogiorno il
territorio a maggior concentrazione di famiglie povere sia in termini
relativi che assoluti.
Se
a questo si aggiunge un’elevata disuguaglianza nella distribuzione
del reddito, che riduce i tassi di crescita economica, e l’impatto
di questa sulle condizioni di vita delle frange più povere della
popolazione, la questione diventa centrale per un paese a crescita
zero come il nostro. Siamo infatti dinanzi a un rischio di
stagnazione persistente a cui si associa un aumento della povertà e
della disuguaglianza economica e sociale.
È
importante capire non solo quanti e chi sono i poveri, ma la distanza
che li separa dal resto della società: misurare la disuguaglianza di
una società significa misurare non solo le dinamiche economiche, le
scelte politiche ma anche il clima etico e i valori di fondo della
vita sociale stessa.
La
disuguaglianza è un tratto che contraddistingue il nostro paese da
molti anni; da circa un quindicennio risulta essere invariato: è
come dire che dalla condizione di povertà è molto ma molto
difficile uscire. È compito delle politiche sociali rimuovere quelle
condizioni, quegli ostacoli che generano disuguaglianza e impediscono
lo sviluppo della persona umana. O, utilizzando le parole della
nostra carta costituzionale ( art.3 ) : “È
compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e
sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei
cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (…)”.
