Prendiamo
atto che i deputati Luongo e Margiotta, adeguatamente supportati
dall’on. Realacci, ritengono insoddisfacenti le risposte fornite
dal Ministro Prestigiacomo sul “Caso Fenice”. Forse una maggiore
soddisfazione avrebbero potuto trarla dalla lettura dell’ordinanza
emessa dalla Procura di Potenza, con relative intercettazioni
telefoniche dalle quali, al di là della rilevanza penale, emerge un
quadro sconfortante dell’Agenzia regionale per l’ambiente a guida
Vincenzo Sigillito. Se fossero stati più attenti, una qualche
informazione avrebbero potuto ricavarla anche da quanto denunciato
dal sottoscritto negli ultimi 3 anni. L’on. Margiotta, più che
giocare allo scaricabarile, è stato semplicemente assente, etereo,
un fantasma. Insisto, le domande che Margiotta ha posto al Ministro,
avrebbe dovuto rivolgerle 3 anni fa alla Regione, all’Arpab degli
amici degli amici, e all’ottimo Restaino. E visto che c’era,
avrebbe potuto anche chiedere lumi sulla lottizzazione dell’agenzia.
In ogni caso, non può che far piacere apprendere della ritrovata
coscienza da parte dell’on. Margiotta.
In
tutto questo bailamme, intanto, registriamo il varo dell’inutile e
pletorica Commissione regionale d’inchiesta, opportunamente
affidata ad un esponente della sedicente opposizione e
all’immancabile esponente dell’IDV. Una commissione che, oltre ad
essere inutile, è nata sotto pessimi auspici.
Margiotta
invoca l’Ispra, e magari alla fine arriveranno i nostri guidati
dall’ex prof. Unibas Bernardino de Bernardinis. L’importante
adesso è fare ammuina e confondere le acque.
