L’incontro,
fortemente voluto dalla sen. Maria Antezza per presentare il libro
“Matera Italia e Ritorno” di Di Pede, ha registrato una
foltissima presenza di autorità e di stampa nazionale. In
particolare, hanno partecipato, fra gli altri, il presidente del
Senato, Renato Schifani, tutti i parlamentari lucani e mons. Ennio
Appignanesi.
“La
presentazione del libro di Franco Di Pede rappresenta oggi, qui a
Roma, alla presenza del presidente del Senato, Renato Schifani, una
straordinaria occasione per valorizzare la storia della nostra città
e il suo ricco patrimonio culturale e artistico”.
Lo
ha detto il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, intervenendo ieri
nella sala capitolare del Senato, a Roma, presso il Chiostro del
Convento di Santa Maria sopra Minerva.
"Dobbiamo
– ha detto Schifani - essere fieri della storia, delle tradizioni,
delle lotte e delle battaglie fatte negli anni passati con grande
sacrificio, anche di vite umane, per raggiungere questo 150/mo
anniversario dell'unità d'Italia, di cui siamo fieri e che
quest'anno celebriamo”. Schifani, in particolare, ha sottolineato
come Matera rappresenti "uno dei tanti esempi delle meraviglie
che racchiude questa nostra Italia, questa splendida terra che può e
deve essere valorizzata al meglio per incentivare un turismo che è
fonte di reddito di lavoro, ma anche per dare a noi tutti, che ne
siamo i fortunati abitanti, la possibilità di apprezzare ogni giorno
i luoghi in cui siamo nati, luoghi che a volte diamo per scontati".
Il
libro nasce nel 2008 e trovò il sostegno dell’allora presidente
del Consiglio regionale della Basilicata, Maria Antezza. “Con
l’odierna manifestazione – ha detto la senatrice materana - ho
voluto presentare un’opera che ritengo di notevole valore
culturale, che parla della mia città, facendola conoscere, anche, in
questo alto consesso. L’idea per la quale mi convinsi a fare
pubblicare “Matera Italia e ritorno” sta proprio nella sua
struttura che trovo semplice ed efficace. La città di Matera, oggi,
si candida a Capitale Europea della cultura sia per la sua storia,
ma, soprattutto per il suo progetto di sviluppo. Un modello di città
europea moderna e dal volto umano. Una capitale europea
multiculturale, terra di nuovi incontri tra nord e sud e tra oriente
ed occidente. Una terra capace di investire di nuovo il suo grande
capitale sociale a favore dell’umanità. Nel 2007 non pensavamo
ancora alla candidatura, ma, ricordo che quando Franco mi presentò
il progetto della sua opera Matera Italia e ritorno, lo trovai
semplicemente geniale. L’idea era far parlare non già l’autore
del libro, ma, alcuni studiosi che, nel tempo, hanno conosciuto
Matera e la sua lunga e ricca storia. E’ un racconto alla portata
di tutti, ma, mai banale. Questa era la scommessa del libro
catalogo. E questa scommessa Franco Di Pede l’ha vinta”.
A
spiegare questo lavoro editoriale ci ha pensato l’autore.
“Ritornare al passato – ha detto Di Pede - ha significato
recuperare vecchie immagini realizzate con una macchina fotografica
fabbricata nel 1968, la Kodak Instamatic 133 a fuoco fisso, con cui
nel corso degli anni 70 ho cercato di “fissare” nella memoria
visiva questa sorta di “architettura senza architetti” che si è
andata creando e stratificando nei secoli in Matera, nei suoi Sassi,
nel suo habitat rupestre. Un viaggio ritorno-andata, si diceva, dove
l’andata, la meta da raggiungere non è solo il presente inteso
come riproposizione all’attenzione dell’opinione pubblica di
oggi, alle nuove generazioni della vita e delle immagini di Matera e
dei suoi Sassi, ma è soprattutto il futuro, il futuro dei mesi e
degli anni che ci separano e separano Matera dal fatidico 2019, il
futuro che vedrà me e lo Studio Arti Visive impegnati nel nostro
piccolo nel contribuire a sostenere la candidatura di Matera a
capitale europea della cultura”.
“La
presentazione di un libro – ha detto Bergantino - è molte volte
l'occasione per parlare anche del suo autore, ripercorrerne
l'itinerario culturale, tratteggiarne la biografia intellettuale.
Quella di Di Pede si delinea lungo tre strati: il fotografo,
l’artista, il divulgatore. Tre azioni di fondamentale importanza
per il percorso di Matera 2019. La città dei Sassi può diventare la
capitale europea della cultura al Sud valorizzando il Mezzogiorno non
come problema, ma come opportunità per l’Italia e l’Europa.
Occorre allora rifuggire da ogni ricostruzione semplicistica. Il Sud
non è una uniforme area depressa. I tanti esempi di eccellenza ci
dimostrano che non esiste un solo Sud, ma diverse realtà locali dove
non mancano i germogli di un percorso di sviluppo civile ed economico
possibile ed essenziale per il destino dell'intero Paese. L’industria
culturale gioca un ruolo nell’atteso «piano Sud» ed è importante
per noi saperlo. Questo volume ci conferma che il Sud ha nel suoi
beni culturali e nello sviluppo di una industria che li valorizzi una
speranza per le nuove generazioni.
Dopo
l’intervento di Raffello De Ruggieri che, attraverso l’ausilio di
alcune diapositive, ha illustrato la storia di Matera e le sue
principali caratteristiche è intervenuto il sindaco, Salvatore
Adduce.
“Questo
volume – ha detto Adduce – si muove esattamente sul solco della
sfida che abbiamo lanciato di candidare Matera a capitale europea
della Cultura 2019. Soprattutto perché l’autore è stato in grado
di raccontare la nostra città attraverso lo sguardo degli altri, dei
nostri ospiti. E’ questo lo spirito che anima il percorso della
candidatura: allontanarci il più possibile dalla autoreferenzialità
e affidare agli altri la lettura della nostra storia perché con il
loro sguardo possano aiutarci crescere ancora di più in un contesto
veramente europeo”.