Un distretto di ospitalità rurale perché il paesaggio agrario è una risorsa che, puntando sui sapori, le emozioni e le bellezze naturalistiche, può segnare una svolta nell’economia rurale: è la conclusione del convegno che si è svolto a Torino all’interno della sesta Festa Nazionale dell’Agricoltura della Cia alla presenza della delegazione lucana guidata dal presidente Donato Distefano. Un confronto a più voci con il contributo di esperti universitari, dirigenti della Federparchi, per presentare alcuni “casi” di Parchi agricoli di nuova generazione.
Il paesaggio agrario – ha sottolineato il presidente della Cia Piemonte Roberto Ercole – ha un valore economico che solo di recente comincia ad affermarsi attraverso nuove opportunità di turismo rurale ed ambientale che vanno al di là delle tradizionali offerte di agriturismo. Non c’è un modello unico che vada bene per il Nord come per il Sud e per questo – aggiunge – abbiamo voluto sollecitare una riflessione che non può prescindere da un ruolo di protagonismo degli attori principali che sono gli agricoltori. Non a caso abbiamo coniato la formula “per il paesaggio più agricoltura” anche per ribadire la necessità di porre freno all’urbanizzazione selvaggia che coincide con lo spopolamento dei borghi rurali.
Distefano ha parlato di un raccordo sempre più stretto tra Parchi (ambiente) e Ruralità sino ad ipotizzare la sperimentazione in Basilicata di un vero e proprio distretto agro-ambientale. Il work shop sul turismo rurale organizzato dal Gal Bradanica – ha detto il presidente della Cia – va nella direzione da noi auspicata dei percorsi paesaggistici, eno-gastronomici, culturali in quanto legati alla storia del mondo contadini, folcloristici e legati agli eventi più importanti quali le festività religiose, il Carnevale, le feste della vendemmia, del grano, dell’olio. Su questi temi la Cia sollecita l’apporto dell’Università, della ricerca, dell’associazionismo ambientalista, dei Comuni e della Regione. Noi siamo per politiche agrarie, anticipatrici in qualche modo della nuova Pac, che superino la visione ambientalista della semplice conservazione-salvaguardia del paesaggio per realizzare programmi e progetti che puntino ad accrescere il reddito degli agricoltori.
