“Il documento dei Giovani Imprenditori di Confindustria Basilicata per rilanciare le opportunità di fare impresa tra gli under 30 assume un significato maggiore per la “moria” che si registra tra le aziende condotte da giovani titolari ed amministratori anche nella nostra regione dal 2006 al 2011”. E’ quanto sostiene il presidente del Gruppo IdV in Consiglio Regionale Nicola Benedetto sottolineando che “dai dati ufficiali di Unioncamere le imprese giovanili nella nostra regione, al 31 dicembre 2010, sono solo 8 mila (5 mila in provincia di Potenza, con una percentuale del 12,5% rispetto al totale e 3 mila in provincia di Matera con una percentuale del 13,1% del totale). Dunque una pattuglia di capitani di impresa under 30 che – evidenzia – rischia di assottigliarsi come riferisce un recente rapporto di Datagiovani con i comparti del commercio, costruzioni, alberghi e ristoranti a maggiore vocazione giovanile che in quale modo reggono l’impatto della crisi, mentre nell'industria si annuncia quella che è una vera e propria fuga. In termini percentuali, la flessione nei 5 anni e' pari al 16,4% nel numero di titolari ed amministratori giovani. Questi dati sono ancora piu' negativi se se considera che le stesse cariche imprenditoriali complessivamente considerate senza distinzione d'eta' sono rimaste pressoche' stabili rispetto all'anno scorso ed addirittura in crescita rispetto al 2006 (+3,4%). Per le imprese manifatturiere, la flessione di titolari ed amministratori giovani e' stata del 46%. Si registrano poi un -21% dell'agricoltura, un -14% delle costruzioni e un -9% dei servizi, l'ambito che contiene maggiormente le perdite di imprenditorialita' giovanile. Questi indicatori statistici supportano la necessità che Regione e politica – sottolinea Benedetto – diano risposte alle rivendicazioni contenute nel documento dei Giovani Imprenditori lucani a partire dall’adozione di strumenti normativi e fiscali attuabili su scala nazionale, riattivando subito, ad esempio, il credito d'imposta per gli investimenti e le assunzioni nelle aree sottoutilizzate e attraverso la creazione di una No Tax Region”. Nel condividere le affermazioni dei Giovani Imprenditori “avamposto di una Italia industriale che non vuole rassegnarsi al declino” e di “energia, intelligenza, competenza e la giusta dose di fantasia per immaginare un paese più moderno ed evoluto”, il presidente del Gruppo IdV sostiene che “l’autoimprenditoria resta una strada da percorrere per valorizzare intelligenze, capacità manageriali,dare risposta alla disoccupazione intellettuale e arginare la fuga dei cervelli”.